Buon Natale a tutti (anche a chi non è Cristiano)
Pensare che il Natale sia una festa Cristiana in crisi d’identità, una ricorrenza senza più alcuna sacralità o una fiaba laica devota al consumismo, sono punti di vista non del tutto corretti.
Il Natale, complice l’impasse spirituale che ormai da tempo attanaglia un po’ tutto il globo terracqueo, sta solo tornando alle proprie origini, ovvero a quando in epoca precristiana era una festa pagana istituita per celebrare il solstizio d’inverno auspice di un anno pronto a rinnovarsi nell’Eterno Ritorno.
Accadde poi che i popoli germanici si convertirono al Cristianesimo e che molti dei loro riti assunsero nuovi significati; fu così che la festa per il solstizio d’inverno (chiamata Yule) divenne il Natale che noi tutti conosciamo oggi.
Gli abeti addobbati, lo scambio di doni e i ricchi banchetti con cui i pagani celebravano la nascita di un nuovo Dio Sole pronto a iniziare la propria ascesa, con l’avvento del Cristianesimo divennero i simboli della festa (rivista e corretta) pensata per commemorare la venuta di un Gesù bambino destinato a crescere, morire, risorgere e salvarci.
Da questo bambino dal forte significato simbolico, però, non abbiamo imparato molto e così, neanche tanto lentamente, stiamo tornando alle nostre origini laiche.
Il Natale contemporaneo, ormai spogliato del suo significato religioso, non è dunque un invito allo spreco bensì una riscoperta e moderna festa di Yule.
Per questo i prossimi giorni possono e devono essere momenti di festa e di riflessione per tutti, anche per chi non è Cristiano, non è credente o non è praticante.
Buon Natale e buon solstizio d’inverno a tutti.
