Caro energia e redditi bassi nella manovra del governo
Ultimi ritocchi alla manovra economica in vista dell’approvazione attesa per domani in Consiglio dei ministri. Il documento dovrebbe aggirarsi attorno ai 32 miliardi di euro e sarà incentrato sul contrasto al caro energia. Un testo, dunque, chiamato a fare fronte alla congiuntura economica internazionale, influenzata dal conflitto in Ucraina che si protrae da 9 mesi con il conseguente aumento di bollette e carburanti e la corsa dell’inflazione.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ed i tecnici del Mef sono al lavoro per limare gli ultimi provvedimenti, con il testo finale che potrebbe subire variazioni fino all’ultimo. Ma l’impianto centrale del documento di programmazione di bilancio appare ormai definito: due terzi delle risorse andranno alla mitigazione del caro energia, con il rinnovo dei provvedimenti già in essere e il varo di alcune misure in favore dei redditi più bassi.
È atteso inoltre un intervento sul taglio del cuneo fiscale, sarebbero in corso valutazioni se applicarlo al 2% come previsto dal precedente governo o salire al 3% soprattutto per i meno abbienti. Possibile anche l’estensione della flat tax al 15%, con una alcune forze di maggioranza che chiedono l’ampliamento fino ad 85mila euro per lavoratori autonomi e partite Iva.
Quota 103 per le pensionie un taglio al reddito di cittadinanza
Così come un provvedimento ponte sulle pensioni, con l’eventuale introduzione di quota 103, con la possibilità di smettere di lavorare con 41 anni di versamenti e 62 di età, in attesa di una riforma complessiva del settore previdenziale.
Il conto della previdenza preoccupa, nelle stime dell’incremento indicizzato con l’inflazione tocca quota 50 miliardi nel periodo 2022-2025. Sembra perdere quota, invece, la possibile riduzione o l’azzeramento dell’Iva su pane, latte e articoli per l’infanzia, su cui alcune associazioni di impresa e dei consumatori hanno espresso perplessità calcolando un impatto limitato nel contrastare l’inflazione.
La parola d’ordine a Palazzo Chigi e al Mef è prudenza per mantenere in equilibrio i conti pubblici. Ogni misura contenuta nel Dpb dovrà trovare adeguata copertura finanziaria all’interno del suo stesso settore di applicazione. Ovvero di evitare il rischio recessione stimolando la produzione industriale e la capacità di spesa delle famiglie.
Per trovare le coperture necessarie il governo starebbe vagliando la revisione del reddito di cittadinanza, con una ipotesi di restrizione tra 6 mesi della platea dei percettori a chi non può lavorare, tagliando invece il sussidio a chi rifiuta anche una sola offerta di lavoro.
Una variazione che porterebbe a recuperare oltre 1 miliardo di euro. Allo studio anche la possibile revisione della tassazione sugli extraprofitti, oggi applicata al 25%, che potrebbe passare ad almeno il 33% recependo le norme Ue in materia.
La green tax per il rinnovo del parco auto dei corrieri
Ma sul provvedimento si starebbe ancora lavorando. Tra i provvedimenti in discussione ci sarebbe anche la cosiddetta ‘green tax’, di cui si parla già da alcune settimane, sulle consegne a domicilio – un settore che movimenta circa 60 miliardi di euro l’anno in Italia – per favorire il rinnovo del parco vetture dei corrieri nel segno della sostenibilità ed aiutare il commercio di prossimità.
Potrebbe rientrare nel testo anche la riattivazione della società Ponte sullo Stretto – partecipata da Anas, Rfi e Regioni Calabria e Sicilia – in liquidazione dal 2013, visto il rinnovato interesse dell’esecutivo per l’infrastruttura.
agi.it
