Cgie, il webinar sul tema “Tornare in Italia conviene – flat tax a 7% per i titolari di pensione estera”
Si è svolto ieri il webinar sul tema “Tornare in Italia conviene – flat tax a 7% per i titolari di pensione estera”. L’incontro, rivolto all’Europa, è il primo di una serie, organizzato dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero con il Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016. Nel corso del webinar sono state illustrate le condizioni e le finalità dell’agevolazione fiscale per favorire il ripopolamento dei comuni delle zone del Centro Italia e garantirne una corretta diffusione presso le nostre collettività all’estero. Questo momento di confronto si inserisce all’interno delle iniziative adottate per promuovere la conoscenza di questo strumento fiscale presso un pubblico sempre più ampio, anche attraverso il coinvolgimento si soggetti istituzionali e non che possano collaborare e veicolarne la diffusione. La flat tax al 7% è un regime fiscale agevolato rivolto ai titolari di pensioni estere che trasferiscono la propria residenza in Italia, in particolare nei comuni dell’Appennino centrale colpiti dal sisma. Prevede un’imposta sostitutiva unica del 7% su tutti i redditi di fonte estera, per una durata fino a dieci anni. La misura è pensata per rendere questi territori più attrattivi, favorendo il ripopolamento, sostenendo l’economia locale e valorizzando borghi e aree interne. Oltre al vantaggio fiscale, si offre un contesto caratterizzato da qualità ambientale, costi della vita contenuti e un forte legame comunitario, contribuendo alla rinascita sociale ed economica delle aree del cratere.
Nel corso dell’incontro ha preso la parola la segretaria generale del Cgie Maria Chiara Prodi che ha spiegato come questo accordo con il Commissario straordinario, volto alla diffusione dell’informazione attorno a queste misure, sia una delle intese poste in essere dal Cgie nel 2025. “Abbiamo fatto seguire a questa accordo – ha ricordato Prodi – quello con il Cnel che è stato firmato pochi mesi fa e che ci aprirà la possibilità di lavorare direttamente con le grandi istituzioni italiane per mettere al centro il potenziale degli italiani all’estero. Stiamo finalizzando anche l’accordo con il Museo dell’Emigrazione Italiana . Abbiamo così dato seguito alla necessità di fare in modo che il Consiglio Generale rappresenti le comunità all’estero dialogando con le nostre controparti istituzionali”. Il Segretario Generale ha poi continuato ad illustrare il percorso compiuto dal Cgie nel 2025: “Partirei dal momento simbolicamente più significativo, ovvero il fatto che il Cgie sia stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel giugno scorso. E’ stato un momento importante, che non avveniva da diversi anni, e che ha portato lo sguardo del Presidente della Repubblica sulle nostre comunità e sul lavoro che possiamo fare come Consiglio Generale. “Nel primo semestre di questo anno – ha proseguito Prodi – ci siamo concentrati ovviamente sulla legge di cittadinanza che è stato un tema molto importante per le nostre comunità e sull’analisi della messa in sicurezza del voto degli italiani all’estero, perché la partecipazione è fondamentale. Il tema degli incentivi di rientro è stato trattato nella nostra Assemblea Plenaria di giugno e successivamente, proprio perché il tema è centrale , abbiamo voluto creare un sottocomitato che si occupasse di questa materia che è coordinato dal Vice Segretario per l’Europa e l’Africa del nord Giuseppe Stabile”. “Il temi del secondo semestre del Cgie – ha continuato il Segretario Generale – sono stati l’insegnamento della storia dell’emigrazione all’interno delle scuole e in proposito vi è stata un’azione concreta del Ministero, senza contare anche le indicazioni di tutta una serie di partener museali e istituzionali che possono essere coinvolti nell’insegnamento di questa materia. Questo tema, che è noi molto caro, ci ha visto impegnati attraverso la nostra presenza in momenti nodali, come le celebrazioni di Marcinelle e di Mattmark, e nella Continentale a Dortmund in ricordo dei 70 anni dell’accordo sulla manodopera tra Italia e Germania”. “Un altro tema fondamentale – ha poi rilevato Prodi – è stato quello dell’insegnamento della lingua italiana, in proposito abbiamo partecipato al lancio della comunità dell’Italofonia e la quarta Commissione del Cgie organizzerà da gennaio dei webinar su questo tema. In coordinamento con quanto fatto dal Maeci – ha aggiunto – vogliamo che la tematica della lingua e della cultura italiana, così centrale nelle nostre comunità, sia portato avanti con strumenti adeguati”. Prodi ha infine ricordato il premio Schiavone, l’ex Segretario Generale del Cgie che è venuto a mancare lo scorso anno. Un’iniziativa che si prefigge di valorizzare le persone che si impegnano nella loro vita in favore degli italiani all’estero.
“La flat tax al 7% rappresenta uno strumento concreto di politica territoriale – ha dichiarato il Commissario Straordinario Guido Castelli – capace di coniugare vantaggi fiscali e riparazione economica e sociale. Nei territori colpiti dal sisma stiamo lavorando per creare condizioni di attrattività stabile: servizi, sicurezza, qualità della vita e comunità accoglienti”. “Incentivare il rientro o il trasferimento di pensionati dall’estero – ha aggiunto Castelli- significa contrastare lo spopolamento, riattivare economie locali e rafforzare il tessuto sociale. Questa misura si inserisce pienamente nella strategia di rilancio dell’Appennino centrale, che punta a trasformare la ricostruzione in un’occasione strutturale di sviluppo”. “Abbiamo sottoscritto questo protocollo di intesa con il Cgie – ha poi ricordato Castelli – per dare divulgazione a questa utile e necessaria scelta per il ritorno a casa di tanti italiani all’estero. Questo incontro ci consente di dare corpo e sostanza ad una norma, che già da qualche tempo consente l’applicazione di una flat tax al 7%, per tutti coloro che sono titolari di redditi da pensioni erogati dal soggetto estero, ovvero cittadini italiani e stranieri che abbiano la residenza all’estero da almeno 5 anni. La norma – ha proseguito Commissario – consente di poter godere di una tassa piatta per l’anno di imposta in cui si decide di trasferire la residenza in uno dei paesi colpiti dal sisma del 2016, che abbia meno di 20mila abitanti. Sono diversi i comuni con questa caratteristica, e la maggior parte sono collocati in quello che è uno dei territori più belli, cioè il centro Italia”. “Pensate – ha aggiunto Castelli – vi sono 131 centri che hanno queste caratteristiche, quindi, decidendo di trasferire la residenza all’interno di questi comuni per 10 anni si potrà beneficiare di questa tassa piatta”. “Per coloro che faranno questa scelta -ha poi rilevato il Commissario – sarà necessario individuare un’abitazione di uno di questi comuni dell’appennino centrale, richiedere all’agenzia delle entrate l’attribuzione del codice fiscale e richiedere la registrazione all’anagrafe del comune scelto prima del 30 giugno dell’anno in cui si vuole assoggettare il proprio reddito all’imposizione agevolata”. Il Commissario, dopo aver sottolineato la necessità di far conoscere questa norma all’estero ha concluso: “Ringrazio il Cgie per la collaborazione e per il lavoro di informazione svolto verso le comunità italiane all’estero”.
“Il provvedimento di cui parliamo oggi – ha affermato il Vicesegretario Generale del Cgie per l’Europa e l’Africa del Nord, nonché coordinatore del sottocomitato incentivi al rientro, Giuseppe Stabile– è un tassello di una strategia più ampia di riparazione economica e sociale del nostro Paese. Una strategia, rivolta in particolare a quei territori spesso di straordinaria identità storica, culturale e paesaggistica, che negli anni hanno sofferto dello spopolamento, della perdita dei servizi e di opportunità. Territori che in alcuni casi sono stati anche segnati da eventi sismici, luoghi dove accanto ai complessi interventi di ricostruzione, si è riusciti a trasformare il silenzio delle macerie in un percorso faticoso, ma concreto di rinascita, imprimendo negli anni un’accelerazione decisiva al processo di ripresa. I territori seguiti dal Commissario Straordinario Guido Castelli rappresentano un esempio di questo approccio. In questi contesti, si è dimostrato che attraverso politiche mirate e coordinate, è possibile rimettere in moto comunità, che sembravano destinate al declino”. “Questo modello – ha poi rilevato Stabile – non è un fatto locale, è una vera e propria infrastruttura della ricostruzione nazionale. Per quanto di nostra competenza l’impegno è quello di rendere queste opportunità conosciute all’estero, parlando direttamente con i cittadini italiani nel mondo. Lo facciamo attraverso una comunicazione mirata, resa possibile grazie alle componenti del sistema Italia oggi presenti a quest’incontro. Un’azione, che risponde alla loro stessa missione, cioè promuovere gli interessi dell’Italia e favorire la crescita economica”. “La sfida però – ha continuato Stabile – non è solo informare, ma è informare bene. E’ fondamentale che le misure di incentivo siano diffuse in modo capillare, ma soprattutto che sia chiaro come accedervi con procedure semplici e spiegate in modo comprensibile per tutti, senza inutili complicazioni. I provvedimenti esistono, il primo passo è farli conoscere all’interno di un coordinamento possibilmente unico all’estero e allo stesso tempo monitorare così da poter suggerire interventi migliorativi, concreti”. Per il Vicesegretario “questa strategia non ha soltanto un valore sociale, per quanto fondamentale, ma rappresenta anche un modello di sviluppo. Ripopolare i territori – spiega Stabile – significa dare forza all’economia locale, di conseguenza a quella nazionale. Significa creare lavoro nel turismo, nei servizi digitali, nell’agricoltura di qualità ed in tutto il settore primario. Significa sostenere i giovani, le famiglie, invertire la tendenza demografica negativa, ed avviare un ciclo virtuoso di crescita e benessere”. Per Stabile inoltre questo ciclo positivo porterebbe nel tempo a ridurre il peso fiscale, a rafforzare gli ospedali e a sviluppare strutture dedicate a pensionati ed anziani, migliorando la qualità della vita dei cittadini. Ma per il Vice Segretario tutto ciò è realizzabile solo in presenza di una connettività digitale che consenta l’accesso ai servizi pubblici, alla sanità locale, alla telemedicina e i rapporti con le istituzioni. Il tutto per creare una comunità che si prenda cura di se stessa e una prospettiva di futuro. (Lorenzo Morgia- Inform)
