Circoscrizione Estero: parte una petizione per difendere la rappresentanza degli italiani nel mondo
Il dibattito sulla riforma della Circoscrizione Estero continua ad animare le comunità italiane sparse nei cinque continenti. Dopo la proposta di accorpare le attuali quattro ripartizioni territoriali in due sole aree geografiche, prende il via una petizione che chiede di salvaguardare la rappresentanza degli italiani residenti all’estero.

Secondo i promotori, la riduzione delle ripartizioni rischierebbe di rendere ancora più difficile garantire una rappresentanza equilibrata di comunità molto diverse tra loro. Le esigenze degli italiani che vivono in Europa, infatti, non sono necessariamente le stesse di chi risiede in Nord America, America Latina, Africa, Asia o Oceania.
La raccolta firme punta quindi a sensibilizzare Parlamento e Governo affinché venga mantenuto un sistema che tenga conto delle specificità territoriali e della storia dell’emigrazione italiana, evitando che milioni di cittadini iscritti all’AIRE vedano ulteriormente ridotta la propria voce nelle istituzioni.
La questione arriva in un momento particolarmente delicato. Dopo la riduzione del numero dei parlamentari, gli eletti della Circoscrizione Estero sono già diminuiti da 18 a 12. Per molti rappresentanti delle comunità italiane all’estero, un’ulteriore revisione delle ripartizioni potrebbe allontanare ancora di più gli eletti dai territori che sono chiamati a rappresentare.
La petizione si inserisce quindi in un confronto che riguarda non solo l’organizzazione del voto all’estero, ma anche il futuro della rappresentanza politica di oltre sei milioni di cittadini italiani che vivono fuori dai confini nazionali. Il dibattito è aperto e sarà il Parlamento a decidere quale sarà il volto della futura Circoscrizione Estero.
