Colombia: quarantena estesa fino al 25 maggio
Ancora due settimane di quarantena per i colombiani. Lo ha annunciato il presidente Duque, prolungando il periodo fino al prossimo 25 di maggio. Le varie attivitá economiche, ha pure informato il capo dello Stato, riprenderanno gradualmente.
Si tratta del terzo prolungamento di quarantena. Il primo era iniziato lo scorso 25 marzo.
“Tra l’11 e il 25 maggio estenderemo l’isolamento preventivo obbligatorio, ma ripristinando lo spazio di vita produttivo, daremo ad altri settori l’opportunità di rilanciare anche la nostra economia”, ha informato Duque.
Giá da ora la vendita all’ingrosso di automobili, mobili e negozi come lavanderie, cartolerie, librerie, conformi ai protocolli di sicurezza, possono riprendere le attività.
“Ciò dimostra che stiamo prendendo delle misure come paese, responsabilmente per riattivare la nostra economia e allo stesso tempo salvare vite umane e proteggere la salute”, ha detto Duque. “Sebbene ci siano ancora alcuni settori che non stanno ancora iniziando a recuperare quella vita produttiva, quei settori devono avere un messaggio di certezza e speranza”.
In Colombia, paese di 50 milioni di abitanti, finora, il coronavirus ha infettato circa 8,600 persone con 378 morti.
Il governo ha stanziato miliardi di dollari in assistenza sociale per i poveri e per aiutare lavoratori e aziende indipendenti, nel tentativo di ridurre le conseguenze economiche della pandemia ed evitare ingenti perdite di posti di lavoro.
Durante la quarantena, hanno continuato a funzionare solo i settori legati alla produzione agricola, alla salute e all’approvvigionamento alimentare, nonché le forze militari, la polizia nazionale, le compagnie di sicurezza e le banche.
Prima della nuova estensione di quarantena, il governo ha avvertito che fino a quando continuerà l’emergenza sanitaria, vale a dire fino al 30 maggio, i voli nazionali e internazionali continueranno a essere chiusi, ad eccezione dei voli umanitari e cargo.
Anche il divieto di trasporto intercomunale di passeggeri su strada continuerà, mentre i sistemi di trasporto di massa nelle città non possono superare il 35% della loro capacità e i settori abilitati a operare nel mezzo dell’emergenza sanitaria devono mantenere livelli elevati di sicurezza.
