Colombia sotto shock: il terremoto fa 134 morti e oltre 600 feriti
È salito a 134 morti e oltre 600 feriti il bilancio del devastante terremoto che lunedì 10 agosto ha colpito la Colombia occidentale.

La scossa, inizialmente indicata con una magnitudo inferiore e successivamente stimata in 7,4, ha avuto epicentro nel dipartimento del Chocó, nei pressi di San José del Palmar, ma è stata avvertita in una vasta parte del Paese, arrivando fino a Bogotá.
A oltre 24 ore dal sisma, la Colombia continua a fare i conti con una situazione drammatica. I soccorritori stanno ancora controllando edifici danneggiati e aree nelle quali potrebbero esserci persone intrappolate.
Pereira tra le città più colpite
Una delle zone maggiormente colpite è stata Pereira, dove numerosi edifici sono crollati o hanno subito gravi danni.
Anche Cali, Manizales, Armenia e Quibdó hanno registrato conseguenze pesanti. A Cali sono stati segnalati numerosi feriti e vittime, mentre a Pereira decine di strutture sono risultate danneggiate o completamente distrutte.
Gli ospedali delle aree maggiormente colpite sono stati messi a dura prova dall’afflusso dei feriti.
Il terremoto ha inoltre danneggiato abitazioni, scuole, strutture sanitarie, strade e infrastrutture aeroportuali, complicando ulteriormente le operazioni di soccorso. Secondo i dati disponibili, oltre 1.500 abitazioni sono state danneggiate e decine di edifici sono crollati.
La paura delle scosse di assestamento
Dopo il terremoto principale sono state registrate numerose repliche.
È una delle principali preoccupazioni dei soccorritori, perché entrare in un edificio già danneggiato può essere estremamente pericoloso.
Le autorità hanno quindi invitato la popolazione a non rientrare negli edifici che presentano lesioni o altri segnali di instabilità e a seguire le indicazioni della protezione civile.
Dichiarata l’emergenza nazionale
Di fronte alla gravità della situazione, il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha dichiarato l’emergenza nazionale e ha attivato il coordinamento degli interventi di soccorso.
Il governo sta concentrando le risorse nelle zone maggiormente colpite, mentre squadre di emergenza e volontari continuano a lavorare per cercare eventuali superstiti.
Anche la comunità internazionale ha iniziato a mobilitarsi con aiuti e squadre specializzate.
Una tragedia che riguarda un’intera regione
La violenza del terremoto è stata avvertita anche al di fuori della Colombia, in particolare in Ecuador e Panama.
La sua profondità ha fatto sì che le onde sismiche raggiungessero un’area molto vasta. La Colombia, del resto, si trova in una delle zone geologicamente più attive del continente sudamericano.
Il terremoto di lunedì è stato descritto come uno dei più forti registrati nel Paese negli ultimi decenni.
Adesso comincia la fase più difficile
Superata la prima fase dei soccorsi, arriverà quella altrettanto complicata dell’assistenza alle persone rimaste senza casa.
Migliaia di famiglie dovranno fare i conti con abitazioni danneggiate, attività commerciali ferme e infrastrutture da riparare.
E il numero delle vittime potrebbe non essere ancora definitivo.
In una tragedia di queste proporzioni, infatti, le statistiche raccontano soltanto una parte della realtà.
Dietro quei 134 morti ci sono 134 famiglie che hanno perso una persona cara. Dietro gli oltre 600 feriti ci sono persone che dovranno affrontare un percorso di cura e, in molti casi, di riabilitazione.
E dietro le migliaia di edifici danneggiati ci sono altrettante storie di persone che oggi non sanno ancora quando potranno tornare alla loro vita normale.
La terra ha smesso di tremare. Per la Colombia, però, l’emergenza è appena cominciata.
