Costa Rica e Honduras: il vento della politica di destra cambia volto al Centro America
In un giro di scena politico dal forte impatto per tutta la regione centroamericana, la giovane politica di destra #Laura Fernández ha vinto con ampio margine le elezioni presidenziali in Costa Rica, segnando una svolta significativa rispetto alle tradizioni moderate del Paese. Fernández, 39 anni, ha ottenuto quasi il 50 % dei voti al primo turno, evitando il ballottaggio e portando il suo partito, il Sovereign People’s Party, verso una forte presenza in Congresso. La sua campagna ha puntato soprattutto sulla sicurezza pubblica, tema centrale per gli elettori di fronte all’aumento della violenza legata al narcotraffico e alla criminalità organizzata.
La vittoria di Fernández è vista anche come parte di una più ampia tendenza politica nella regione: negli ultimi mesi Honduras ha giurato il nuovo presidente Nasry Asfura, sostenuto apertamente dall’ex presidente degli Stati Uniti, segnando un ulteriore spostamento verso governi conservatori e di destra nel triangolo nordamericano centroamericano. Asfura ha promesso di affrontare la violenza delle gang e migliorare servizi pubblici come istruzione e sanità, in un paese dove la sicurezza resta una priorità per i cittadini.
Questi cambiamenti politici si inseriscono in un quadro più vasto di influenza esterna e pressioni geopolitiche nella regione. Le relazioni con gli Stati Uniti restano un elemento chiave nelle strategie di sviluppo e sicurezza, mentre il dialogo con potenze come la Cina continua a rappresentare un elemento di competizione per risorse, investimenti e ruolo internazionale.
Tuttavia, la situazione non è priva di tensioni interne: l’approccio duro alla sicurezza invocato dai nuovi leader suscita preoccupazioni tra osservatori e difensori dei diritti umani circa possibili limitazioni alle libertà civili. In Costa Rica, critici della vittoria di Fernández temono un potenziale indebolimento delle istituzioni democratiche se politiche di emergenza fossero usate per estendere poteri esecutivi oltre i limiti costituzionali.
In Honduras, inoltre, la recente pardon presidenziale dell’ex capo di stato condannato negli Stati Uniti per traffico di droga ha scatenato forti reazioni da parte delle organizzazioni ambientaliste e dei movimenti per i diritti, che vedono nel gesto un rischio per la responsabilità e la tutela sociale nel paese.
