Crisi di governo: quale impatto sugli italiani all’estero
Non c’è molto da aggiungere sull’imbarazzante giornata che abbiamo vissuto ieri. Tuttavia voglio consegnare all’opinione pubblica il punto di vista di chi vive all’estero, che non pretende di essere quello di tutti gli italiani all’estero, ma, probabilmente, di molti di loro.
Concordo che non debbano essere i titoli dei giornali internazionali a dettare l’agenda della politica italiana, ma nell’ultimo periodo, finalmente, anche all’estero, abbiamo guadagnato molto in termini di autorevolezza e stima internazionale grazie alla guida del governo Draghi.
Autorevolezza che non si guadagna certo con interventi come quello sprezzante, volgare e imbarazzante del Senatore Paragone, ma con un fine lavoro di tessitura di relazioni internazionali, rapporti interpersonali, scambi professionali costruiti negli anni.
Abbiamo perso il nostro treno, nel momento forse peggiore a livello globale da 70 anni a questa parte.
Niente altro da aggiungere sulla gravità del momento storico in cui ci troviamo: crisi energetica, guerra in Ucraina, riscaldamento globale, se non che, anche se sembrerà cosa di poco conto, a causa di questa crisi di Governo, vi sarà l’ennesima beffa per le comunità degli italiani all’estero.
Parlando da neo-eletta come rappresentante del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, le elezioni dei nuovi rappresentanti si sono svolte il 9 aprile scorso e, a oggi, a causa della mancata nomina dei 20 membri di nomina governativa, il nuovo CGIE non si è ancora potuto insediare.
Inutile sottolineare quale ulteriore ritardo comporterà la caduta del Governo Draghi.
A scanso di equivoci, ricordo che i rappresentanti del CGIE svolgono il loro mandato gratuitamente con spirito di totale abnegazione nella tutela degli interessi delle comunità italiane che risiedono oltre i confini nazionali, e dando un contributo importante in seno alla conferenza permanente Stato-Regioni, dove il nostro punto di vista può essere prezioso su temi di interesse nazionale.
Noi siamo l’ultimo baluardo di rappresentanza dei milioni d’Italiani residenti all’estero, a maggior ragione ora, quando, con la recente riforma costituzionale, il numero dei nostri parlamentari della circoscrizione estero si è ridotto da 18 a 12.
Usateci! Usate le nostre competenze!
Ritardare oltre la firma del decreto con le nomine è una mancanza di rispetto verso tutti gli italiani all’estero che sono una risorsa – non solo in tempi di elezioni – e non un peso.
L’auspicio finale di questa riflessione è che, nonostante l’incertezza politica che accompagnerà il prossimo futuro, vi sia il tempo e la volontà di completare il processo d’insediamento del CGIE, organo fondamentale per tutti i concittadini italiani all’estero.
Monica Spadafora, rappresentante CGIE per i Paesi Bassi.

22 Luglio 2022 @ 10:22
Un buon articolo speriamo di vederni alcuni dei neo eletti nellla circoscrizione centro nord America .. invito il dr Ennio Marchetti ad intervistarli alcuni se disponibili. grazie