Cuba propone che il bolero sia dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco

Se dici tango, pensi all’Argentina; con la samba, il pensiero va al Brasile, ma se il genere è il bolero, allora non c’è dubbio che lo sguardo si rivolge a Cuba, ‘potenza musicale’ e ‘perla dei Caraibi’.
E’ per questo che, con l’accompagnamento del Messico, il governo cubano ha deciso di candidare il bolero all’Unesco per il riconoscimento di ‘Patrimonio culturale dell’umanità’.
La questione della candidatura è stata fra l’altro valutata con entusiasmo di recente nella 36/a edizione del Festival internazionale ‘Boleros de Oro’, svoltosi a L’Avana, e replicato in diverse province dell’isola, con la presenza di ospiti e artisti provenienti da Colombia, Messico, Spagna, Porto Rico, Venezuela e Argentina.
L’incontro, oltre alle novità musicali più recenti, è stato dedicato al 140/o anniversario di ‘Tristezas’, il brano che gli esperti accettano di considerare il primo bolero della storia, composto nel 1883 dall’autore cubano José ‘Pepe’ Sánchez a Santiago de Cuba.
Nacque così il genere con l’accompagnamento musicale detto “classico”, di chitarre e percussioni.
Il direttore generale delle Culture popolari del governo del Messico, Antonio Rodríguez, ha confermato durante il Festival a L’Avana che la proposta all’Unesco per il bolero “è binazionale”. Uno dei più famosi compositore del genere, Agustin Lara, è infatti nato in Messico, dove ha firmato alcuni dei boleros più famosi, come ‘Solamente una vez’ e ‘Noche de Ronda’. Un noto autore e cantante cubano in tutto il mondo, e soprattutto in Europa, Pablo Milanés, recentemente scomparso in Spagna, era tra i cultori del bolero che sono stati premiati dal festival.
Sebbene nato a Cuba, questo genere è stato ampiamente accolto in Messico più di un secolo fa, così come accaduto per altre modalità condivise da entrambe le Nazioni, come il mambo e il Cha cha cha. Con una lenta ma inarrestabile evoluzione, il bolero è passato dall’essere musica da piccoli luoghi di ritrovo e di club, a genere romantico perfetto per le serenate, cosa che lo ha reso accettabile a tutte le classi sociali. Con testi suggestivi molto appassionati, è descritto dagli specialisti come una fusione di molteplici fattori ispanici, africani e cubani accompagnati dallo strumento a corde e dalle percussioni. In definitiva, un genere musicale ballabile che, secondo gli esperti, “prova il romanticismo latinoamericano”.
ansa.it
