Dal romanzo al film: Enzo Odoguardi porta REX sul grande schermo
Dalle pagine del romanzo al grande schermo. È già in produzione “REX”, il film tratto dal romanzo “REX – Il medaglione di Aton”, scritto da Enzo Odoguardi ed Ennio Marchetti. Un progetto cinematografico ambizioso, destinato a superare le due ore di durata, che nasce dall’amore per la Calabria e, soprattutto, dal profondo legame di Odoguardi con la sua Trebisacce.

C’è un momento particolare nella vita di un libro: quello in cui i personaggi, le vicende e i luoghi che per anni sono esistiti soltanto nelle pagine cominciano ad assumere un volto, un paesaggio, una voce.
È quello che sta accadendo a REX, il romanzo pubblicato cinque anni fa da Enzo Odoguardi ed Ennio Marchetti, che oggi sta compiendo un nuovo e importante passo: diventare un film.
Il progetto è già in produzione e il lavoro della squadra è in corso. Le prime scene realizzate in anteprima sono state costruite attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di avatar ispirati a persone reali di Trebisacce e di altri luoghi coinvolti nella storia. Un esperimento particolare, che permette di trasformare la narrazione letteraria in immagini e di dare progressivamente forma cinematografica a un’avventura che, fin dall’inizio, aveva una forte vocazione visiva.
Ma dietro questa produzione c’è soprattutto una scelta personale di Enzo Odoguardi.
L’architetto, imprenditore ed ex Console onorario d’Italia, originario di Trebisacce, ha deciso infatti di sostenere personalmente la realizzazione del film. Una scelta che va ben oltre la semplice produzione di una pellicola e che si inserisce in un rapporto con la propria terra d’origine coltivato da anni.
Ogni volta che torna a Trebisacce, Odoguardi sembra portare con sé nuove idee e nuovi progetti. E anche questa volta il punto di partenza è proprio il territorio.
Le riprese e le ambientazioni del film interessano infatti diversi luoghi dell’Alto Jonio e della Calabria: Trebisacce, Roseto Capo Spulico, Cerchiara di Calabria, oltre al territorio di Mendicino, dove la tradizione colloca uno degli elementi centrali della leggenda che ha ispirato la storia.
Il protagonista dell’avventura è infatti il misterioso tesoro del re Alarico, che secondo una tradizione ormai entrata nell’immaginario storico e popolare sarebbe stato sepolto nell’alveo del Busento. Da questa leggenda il romanzo costruisce una storia molto più ampia, fatta di ricerca, archeologia, misteri, intrighi e personaggi che si muovono attraverso luoghi e periodi differenti.
Quando uscì il romanzo, la giornalista Anna Foschi lo definì una sorta di miscela fra avventura, storia e leggenda, sottolineando proprio la capacità degli autori di intrecciare vicende lontane nello spazio e nel tempo. La recensione evidenziava inoltre il grande lavoro di documentazione necessario per costruire una trama nella quale ricerca storica e fantasia procedono insieme.
Ma c’è un elemento che oggi, con la trasformazione del romanzo in film, assume ancora maggiore importanza: la Calabria.
Nel libro la regione non è soltanto lo sfondo della vicenda. È parte integrante della storia, con i suoi paesaggi, la sua gente, la sua storia e le sue leggende. È proprio questa dimensione territoriale che il progetto cinematografico vuole riportare sullo schermo, trasformando i luoghi reali in scenari di una grande avventura.
Ed è qui che il progetto di Odoguardi acquista anche un significato particolare per Trebisacce.
Realizzare un film, sostenerne personalmente i costi e ambientarne una parte importante nei territori calabresi significa infatti lasciare qualcosa che possa rimanere nel tempo. Non soltanto un’opera cinematografica, ma anche un documento capace di mostrare luoghi, paesaggi e identità a un pubblico più vasto.
Il produttore sta lavorando perché il film possa essere presentato gratuitamente al pubblico di Trebisacce nell’agosto del 2027, in lingua italiana. Se il progetto seguirà il programma previsto, sarà quindi proprio la comunità che ha ispirato e accompagnato questa nuova avventura a poter vedere per prima il risultato finale.
È un percorso ancora in divenire. Il film non è terminato e il lavoro della squadra prosegue. Ma le prime immagini permettono già di capire la direzione intrapresa: portare sullo schermo una storia nata dalla fantasia e dalla ricerca, utilizzando strumenti tecnologici nuovi e mettendo al centro i luoghi nei quali quella storia è ambientata.
Per Enzo Odoguardi, dunque, REX non sembra essere soltanto un film da produrre.
È un altro tassello di un rapporto profondo con Trebisacce e con la Calabria, un progetto nel quale ha deciso di investire personalmente e che potrebbe trasformare una storia nata sulle pagine di un romanzo in una memoria visiva destinata a durare.
E forse è proprio questo l’aspetto più interessante di questa avventura: prima ancora di arrivare sul grande schermo, REX sta già trasformando una leggenda in un progetto concreto, e una storia raccontata in un libro in un pezzo di territorio destinato a diventare cinema.
