Debito pubblico mondiale: la IIF lancia l’allarme
Dall’agenzia internazionale arriva un report impressionante sul debito pubblico mondiale giunto al 336% del PIL , qualcosa come 307.000 mld di dollari .Per 20 anni i tassi sono rimasti a 0 , anzi sottozero per qualche tempo, ora questo gigantesco debito va servito con tassi prossimi al 5%, un disastro, ma soprattutto un onere insostenibile.
Gli USA emetteranno quest’anno bond per 4000 mld di $, l’Europa tutta emetterà l’equivalente di 1200 mld di € , questo picco d’indebitamento va attribuito alla pandemia , alla guerra Ucraina. Altro dato impressionante è che il debito dal 2020 è cresciuto del 50% , da 200.000 a 307.000 appunto, come si uscirà nessuno lo sa , una bomba finanziaria devastante scoppierà sicuramente, quando non si sa ma sicuramente avverrà.
Altro problema è il dollaro, per ora grazie alla Cina non è messo in discussione, pare comunque che il rialzo del prezzo dell’oro sia imputabile agli acquisti cinesi che sommessamente si stanno liberando dei dollari.
Dopo la seconda guerra mondiale gli USA sancirono la convertibilità del dollaro, cioè tu mi dai dollari (carta) i do a te oro quindi detenere dollari equivaleva ad avere riserve auree. Successe che la Francia cominciò a pretendere di essere pagata in oro seguita da altri, a quel punto il re rimase nudo, gli USA detenevano oro per lo 0,7% dei dollari stampati generosamente che furono determinanti per acquistare qualsiasi bene a sostegno del benessere dei cittadini USA. Nixon nel 1971 fu costretto a dichiarare la “non convertibilità” del dollaro e da 35 $ all’oncia cominciò a salire fino agli attuali 2053$ cioè 58 volte in più! Questo equilibrio precario è ancora in essere sostenuto dallo strapotere (per ora) finanziario di Wall Street e dall’esercito americano pronto a intervenire quando ad esempio qualche produttore importante di petrolio rifiuta i dollari ,come l’ Iraq di Saddam Hussein, sappiamo come finì. Durerà per molto questo sistema? Francamente non lo so e non saprei azzardare date, sappiamo che c’è un problema e che la soluzione comporterà sacrifici pesanti.
