L’Atlantico resta sotto osservazione: due nuove aree da seguire
La tempesta Dolly è ormai in fase di dissoluzione, mentre il National Hurricane Center segnala una nuova perturbazione nell’Atlantico e un’altra area di maltempo nel Golfo del Messico.

La situazione nell’Atlantico tropicale cambia rapidamente.
La tormenta tropicale Dolly, che nei giorni scorsi aveva attirato l’attenzione per la sua possibile traiettoria verso le Antille, è ormai in fase di forte indebolimento. Il sistema sta perdendo le caratteristiche di un ciclone tropicale e il rischio principale per i Caraibi resta quello delle piogge associate alla sua massa di umidità, più che quello dei venti.
Ma mentre Dolly esce progressivamente di scena, l’Atlantico non si svuota.
La nuova carta del National Hurricane Center (NHC) di Miami, aggiornata nelle prime ore di sabato 29 agosto, evidenzia infatti due aree di interesse.
La prima area: l’Atlantico centrale
La zona che merita maggiore attenzione per i Caraibi è quella indicata dalla X gialla nell’Atlantico centrale, intorno ai 17° nord e 52° ovest.
Si tratta di una perturbazione che si sta muovendo verso ovest-nordovest, lungo una traiettoria che nei prossimi giorni la porterà verso l’area delle Antille.
La carta mostra chiaramente la direzione del movimento: verso Porto Rico e Hispaniola.
Ma attenzione: questo non significa che stia nascendo un nuovo uragano diretto verso la Repubblica Dominicana.
Al momento l’NHC considera limitate le possibilità di sviluppo organizzato del sistema.
È davvero una nuova minaccia?
Non ancora.
La perturbazione presenta caratteristiche che possono produrre nuvolosità e precipitazioni, ma non ci sono al momento elementi sufficienti per parlare di una nuova tempesta tropicale.
È però una situazione da seguire perché il sistema si sta muovendo verso una zona del bacino caraibico nella quale le condizioni atmosferiche possono cambiare rapidamente.
Ed è proprio questo il motivo per cui il National Hurricane Center continua a evidenziarlo nella propria carta.
Per la Repubblica Dominicana, oggi il rischio è soprattutto quello delle piogge, non quello di un uragano.
Dolly ormai perde la sua identità
La vicenda di Dolly, intanto, sta arrivando alla sua conclusione.
La tempesta, che aveva raggiunto venti massimi di circa 65 km/h, ha incontrato aria secca, wind shear e condizioni sfavorevoli alla sua organizzazione.
Il sistema è quindi destinato a trasformarsi in una perturbazione non tropicale, lasciando però dietro di sé una grande quantità di umidità.
Ed è proprio questa umidità che può continuare a produrre precipitazioni sulle Antille.
La zona evidenziata vicino ai Caraibi
La carta di questa mattina è interessante anche per un altro motivo.
L’area colorata in giallo si estende dalle vicinanze delle Bahamas e di Cuba verso le Antille.
Non bisogna interpretarla come il “cono” di un ciclone.
È una zona di possibile sviluppo o di interesse meteorologico, e il suo colore indica che l’NHC sta semplicemente segnalando una possibilità ancora relativamente bassa.
Nel frattempo, il sistema principale continua a spostarsi verso ovest.
E c’è una seconda area nel Golfo del Messico
La situazione non riguarda soltanto i Caraibi.
Sulla carta compare infatti una seconda X gialla nel Golfo del Messico, vicino alla costa meridionale degli Stati Uniti.
Anche in questo caso non c’è, al momento, una tempesta tropicale.
Si tratta di un’area di maltempo che viene tenuta sotto osservazione per la possibile evoluzione nei prossimi giorni.
La sua posizione è però molto diversa da quella della perturbazione atlantica e, soprattutto, non rappresenta una minaccia per la Repubblica Dominicana.
La stagione continua a essere molto dinamica
Il quadro di oggi mostra bene una caratteristica della stagione degli uragani.
Un sistema si indebolisce e quasi contemporaneamente ne compaiono altri.
Non significa necessariamente che arriveranno nuovi uragani.
Significa però che, durante la stagione atlantica, il monitoraggio deve essere continuo.
Il National Hurricane Center aggiorna normalmente il Tropical Weather Outlook quattro volte al giorno: intorno alle 2, 8, 14 e 20 ora locale della costa orientale degli Stati Uniti, con aggiornamenti straordinari quando necessario.
Cosa significa per la Repubblica Dominicana
Per chi vive nella Repubblica Dominicana, la situazione di questa mattina può essere riassunta così:
🌀 Dolly: ormai in forte indebolimento e senza prospettive di diventare un uragano.
🌧️ Resti di Dolly: possono ancora contribuire a piogge sulle Antille e su Hispaniola.
🟡 Nuova area nell’Atlantico: da seguire perché si muove verso le Antille, ma al momento non presenta una minaccia ciclónica importante.
🟡 Area nel Golfo del Messico: sotto osservazione, ma lontana dalla Repubblica Dominicana.
🇩🇴 Hispaniola: nessuna minaccia diretta di un ciclone organizzato al momento.
Il punto più importante
La carta può impressionare perché mostra due grandi zone gialle.
Ma il giallo non significa “uragano in arrivo”.
Significa che i meteorologi hanno individuato una perturbazione che merita di essere osservata.
E in questo momento è proprio questo che sta facendo l’NHC.
La situazione può cambiare nei prossimi giorni, ma oggi non ci sono elementi per lanciare un allarme alla popolazione dominicana.
La nostra attenzione resta puntata verso est
Per Fatti Nostri, la zona più interessante resta quella dell’Atlantico centrale.
È quella che si muove nella direzione delle Antille.
Dovremo capire se, avvicinandosi alle isole, riuscirà a organizzarsi oppure se seguirà lo stesso destino di Dolly e perderà rapidamente consistenza.
La distanza è ancora notevole.
E proprio per questo non è possibile oggi prevedere con precisione quale sarà l’effetto sulla Repubblica Dominicana.
Dolly esce di scena, ma l’Atlantico non dorme.
Due nuove aree sono già sotto osservazione.
Per ora nessun allarme.
Ma, come abbiamo imparato in questa stagione, nel bacino atlantico bastano pochi giorni perché una semplice perturbazione cambi completamente aspetto.
