È terminata oggi la settimana di lavoro del Comitato di Presidenza del CGIE
“Una settimana articolata”, per “riordinare le idee, darci nuovi obiettivi e rimettere al centro del discorso pubblico di questo Paese la presenza delle nostre comunità, che hanno un ruolo da valorizzare, non solo durate le missioni dei ministri all’estero, ma ogni giorno”. Cosi il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, nel sintetizzare i lavori che hanno impegnato questa settimana il Comitato di presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
In un incontro con la stampa, oggi pomeriggio alla Farnesina, affiancato dai vice segretari d’area Maria Chiara Prodi (Europa e Nord Africa), Mariano Gazzola (Sud America) e Gian Luca Lodetti (nomina governativa) e dai consiglieri Tommaso Conte (Germania) e Walter Petruzziello (Brasile), Schiavone ha ripercorso la fitta agenda di incontri con rappresentanti ministeriali e forze politiche con cui il Cdp ha discusso di voto e rappresentanza, fiscalità e informazione, servizi e digitalizzazione. Temi che saranno al centro della programmazione del Consiglio generale, che oggi ha anche dato il benvenuto ufficiale al nuovo segretario esecutivo, Mirta Gentile.
Dall’insediamento a giugno, il Cgie ha ripreso a lavorare alacremente, ha ricordato Schiavone, attraverso le commissioni tematiche e d’area, di cui il Cdp ha ripreso le istanze. “Abbiamo lavorato negli ultimi tre mesi per la progettazione programmatica di questa quinta consiliatura” così da “rimettere al centro della nostra azione le questioni legate all’amministrazione” ma anche per “individuare argomenti su cui iniziare a lavorare”.
Primi tra tutti, le attività consolari, le proposte di semplificazione di procedure e servizi.
Tanti gli incontri che hanno scandito questa settimana, dentro e fuori la Farnesina. Il Cdp, infatti, si è confrontato con la Direttore Generale degli Italiani all’Estero del Maeci Luigi Maria Vignali, ha incontrato il sottosegretario Giorgio Silli, ma anche i collaboratori del ministro Piantedosi al Viminale e le forze politiche in Parlamento.
Al Viminale, ha detto Schiavone, il Cdp ha ribadito la necessità che i Ministeri degli Esteri e dell’Interno collaborino per snellire le procedure di erogazione della Carta di identità elettronica. “È stata una interlocuzione che ha messo in moto i due Ministeri affinché
trovino accordi sulla tempistica e modalità”, ha aggiunto il segretario generale, spiegando che sul tema è stato coinvolto anche il Garante per la privacy, “che non ha ancora sciolto la questione sulla diffusione dei dati personali”, questo perché la Cie è richiesta all’estero, ma stampata in Italia nella tipografia della Zecca.
“Indispensabile” anche “ragionare su come unificare e semplificare le anagrafi, ora gestite da diversi soggetti dell’amministrazione pubblica”, cioè Farnesina, Viminale e comuni. Il Cgie ha suggerito di “semplificare queste procedure, talmente ridondanti, che causano ritardi se non addirittura il blocco dell’erogazione”.
C’è poi da accelerare con le riforme necessarie a mettere in sicurezza il voto all’estero. Qui “la questione è prettamente politica”.
Sul fronte dei servizi consolari, con il sottosegretario Silli e il DG Vignali, ha detto Schiavone, “abbiamo ragionato su questioni organizzative che riguardano la rete diplomatico consolare e sui prossimi appuntamenti organizzati dalla Dgit, come il turismo radici”.
Quanto al rafforzamento della rete diplomatico-consolare, il segretario generale ha citato i nuovi bandi di concorso per l’assunzione di 1200 funzionari. Una “inversione di tendenza rispetto alla penuria di personale degli ultimi anni”.
Impegnativa anche la giornata in Parlamento.
Con la Commissione Finanze, ha riferito il segretario generale, si è parlato di Imu e fiscalità. Durante l’incontro, cui hanno partecipato anche alcuni parlamentari eletti all’estero, il Cdp ha ribadito la richiesta “dell’equiparazione formale e ufficiale dei beni immobiliari posseduti in Italia dai connazionali all’estero con quelli degli italiani qui residenti”. Bisogna “equiparare tutti i cittadini ovunque risiedano”, la richiesta del Cgie. “Speriamo di aver convinto la commissione, cui sono state assegnate 4 proposte di legge in materia, di cui una già avviata nell’iter. Sarebbe utile se in questa Legislatura il testo su Imu e Tari arrivasse in Aula per giungere ad una soluzione definitiva e per mettere al riparo questi provvedimenti da pronunce sovranazionali. La questione – ha ricordato Schiavone – è aperta dal 2015 e in ogni Finanziaria si ripresenta la stessa questione”.
Con il Comitato degli italiani all’estero della Camera, presieduto da Simone Billi, il Cdp si è confrontato su “altri aspetti su cui dovremo lavorare, tra cui la messa in sicurezza del voto all’estero e le azioni da mettere in campo per favorire la partecipazione effettiva dei cittadini, così che il voto sia davvero rappresentativo” e si mettano a tacere tutte le voci che, quando emergono brogli, ne chiedono l’abrogazione. Anche in questo caso, il Cgie ha confermato la sua disponibilità a fornire consulenze e “agevolare così l’attività parlamentare” anche per “rilanciare i rapporti tra Parlamento, Cgie e Comites”. Con il Comitato si è parlato anche della partecipazione degli italiani all’estero al voto europeo in programma a giugno 2024.
Positivo, ha proseguito Schiavone, anche l’incontro con la Commissione Esteri – Difesa del Senato, presieduta da Stefania Craxi: “con i senatori abbiamo discusso anche le questioni legate alla cittadinanza” che in alcune aree come il Sud America è “riconosciuta con grandi difficoltà, tanto da generare la mercificazione di questo diritto”.
Per il tramite del senatore Mario Broghese, il Cdp ha incontrato anche il presidente della Commissione Bilancio Nicola Calandrini con cui, ha riportato Schiavone, “abbiamo ragionato sulla prossima finanziaria”. L’auspicio del Cgie è “che dalle vacche magre ci sia un’inversione di tendenza, anche se, seguendo la politica italiana, sappiamo già che nella formazione della prossima finanziaria non ci sono tanti spazi di intervento. Ma per le poste di bilancio degli italiani all’estero, che fanno capo al Maeci, abbiano chiesto alla Direzione generale di inserire nel fondo principale le richieste di adeguamento che interessano i vari punti di bilancio, sia per promuovere e garantire le attività di Cgie e Comites che degli enti gestori e delle associazioni assistenziali che collaborano con la rete diplomatica. Ci aspettiamo tanto dalla Farnesina, consapevoli che in ogni modo e in tutti i continenti i connazionali all’estero, contribuiscono alla crescita del Paese e del suo Pil”.
Tra gli altri incontri svolti, quello con il Ministero per la trasformazione digitale – con cui si è parlato di Spid – e con il Ministero delle regioni e delle autonomie – per “rilanciare e organizzare, come previsto dalla legge, la assemblea plenaria della V Conferenza Stato Regioni Cgie”.
Nell’incontro con il Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio il Cdp ha ricordato le “difficoltà di diverse testate all’estero a ricevere contributi, negati ad alcune per querelle di lana caprina che, in alcuni casi, ne hanno portato alla chiusura” e la necessità di ricostituire la Commissione per i contributi alla stampa italiana all’estero. “Abbiamo registrato un riavvicinamento tra rappresentanti Maeci e Die”, ha detto Schiavone, con il Dipartimento aperto a ricevere la consulenza di due consiglieri Cgie prima dell’erogazione dei contributi.
“Per la prima volta abbiamo dedicato giornata intera a conoscere la programmazione delle 8 commissioni tematiche”, ha detto ancora Schiavone, che ha indicato tra le priorità “su cui lavorare” l’avvio di “procedure a sostegno delle riforme delle leggi istitutive degli organismi di rappresentanza, del voto e legge elettorale”, cioè “normative in parte superate dagli eventi”.
“Il mondo è cambiato e c’è bisogno di riconoscere il ruolo degli italiani all’estero come parte integrante di questo Paese”. Connazionali che “possono aiutare l’Italia anche a risolvere le questioni legate al fenomeno migratorio. Non è possibile che si parli solo ed esclusivamente di immigrazione, quando gli italiani che ogni anno lasciano il Paese sono molti di più di quelli che arrivano qui. Essere migranti, spesso per scelta, ma molto di più per necessità, ci porta a rifletter su questo fenomeno globale: il Cgie deve assumere l’iniziativa per far alzare le antenne a questo Paese perchè questo fenomeno non si risolve da sé, ha bisogno della compartecipazione di noi cittadini che viviamo all’estero, in grado di riportare le nostre esperienze, dopo due secoli che ci hanno visti protagonisti in altri Paesi”.
Persone che sono in prima linea anche sul fronte della promozione della lingua e cultura italiane all’estero: “come “ambasciatori” del Bel Paese dobbiamo essere messi in condizione di continuare a curare lingua e cultura italiane nelle famiglie, con i discendenti delle nostre comunità”. La Farnesina “sta potenziando alcuni istituti, penso alla Dante Alighieri e agli IIC, alla presenza nelle università così come nelle scuole pubbliche, private o paritarie in giro pe il mondo. Ma i primi parlanti di italiano sono i figli e i nipoti degli italiani all’estero: non c’è partita tra gli italofoni, gli “amanti della lingua e cultura” italiana con i figli e i nipoti delle diverse generazioni di connazionali emigrati”, ha affermato Schiavone prima di dare la parola ai vicesegretari d’area e agli altri membri del Cdp.
Europa, digitalizzazione e Sistema Paese i temi evidenziati da Maria Chiara Prodi, con un occhio alle elezioni europee del prossimo anno, uno sguardo al Mediterraneo, e l’attenzione ai nuovi strumenti digitali fautori di “grandi e rapidi cambiamenti nella vita di ogni giorno”. Tra le proposte avanzate, ha ricordato Prodi, anche “un metodo di segnalazione automatica della scadenza del documento di identità”. Una procedura che annullerebbe le difficoltà di appuntamento e regolarizzerebbe il lavoro delle sedi consolari; focus anche sulla digitalizzazione della patente e sull’interoperatività dell’identità digitale tra sistemi sanitari”. Questa settimana “abbiamo riscontrato pieno rispetto nei confronti del Cgie da ogni parte politica, sia di maggioranza che di opposizione; abbiamo riscontrato un certo desiderio di collaborazione e coesione sui temi che contano, anche dagli eletti all’estero. Abbiamo iniziato a lavorare tardi rispetto all’elezione, però siamo riusciti in questi mesi a colmare questo divario, pronti – ha concluso – a dare inizio ai lavori della consiliatura”.
L’importanza della unificazione delle anagrafi è stata evidenziata da Tommaso Conte, che è tornato a denunciare quei Comuni che, per ragioni di utilità, non iscrivono i loro cittadini all’Aire. Unificare le anagrafi farebbe “pulizia, produrrebbe un allineamento vero e un risparmio di lavoro nei consolati”.
Quanto agli enti gestori o promotori, il Cgie ha chiesto che la competenza – e con essa i 12 milioni di euro loro destinati attraverso il capitolo 3153 – torni dalla Diplomazia Culturale alla Dgit: “forse non risolverà i problemi, ma almeno ci sarà un ufficio dedicato”. Infine, i Comites: “ce ne sono oltre 120, e più di 40 sono in sofferenza perchè non sono riusciti a presentare il bilancio consuntivo o preventivo. Abbiamo chiesto alla Dgit di fare un focus specifico per tentare di aiutarli”.
Contro i contrattisti locali a lavoro nelle rappresentanze consolari del Sud America che “arbitrariamente prendono decisioni sulle pratiche di cittadinanza” si è pronunciato Walter Petruzziello: “è incredibile che un figlio di italiani che va in Consolato per la cittadinanza si senta chiedere certificati di morte e o di matrimonio dei suoi avi; se è figlio di italiani è italiano.
Di “cittadinanza consapevole” ha invece parlato Lodetti, che ha evidenziato l’aumento degli italiani all’estero negli ultimi 12 anni – da 3,9 milioni a 6,5 milioni – sostenendo la necessità che “la politica faccia un’analisi insieme a noi”, perché questa “emorragia non si è fermata neanche durante il covid”. Ci sono normative datate e ci sono italiani che devono essere “più consapevoli del loro essere cittadini, di avere diritti e doveri, di essere portatori di una cultura e di una lingua”. C’è una nuova mobilità che “va seguita e accompagnata, anche per mantenerla nell’alveo del grande Paese che siamo”.
Durante questa settimana, ha aggiunto Lodetti, si è parlato anche della convenzione Patronati – Maeci, su cui tutti si dicono d’accordo ma occorre trovare i fondi, e di una nuova, necessaria stagione di accordi di sicurezza sociale.
“Finiamo questo Cdp con una considerazione positiva: abbiamo verificato il grande ascolto di tutte le forze politiche e questo non avveniva da tempo”, ha chiosato Mariano Gazzola. “Ci dà la prova della valenza del Cgie, della sua utilità e pone fine a polemiche strumentali, dentro e fuori questo organismo”.
Un organismo che continuerà a lavorare, che attende la formazione della finanziaria per organizzare gli incontri che lo attendono in attesa della prossima plenaria. (m.cipollone\aise)
