Ecco le nuove regole in Italia per la sicurezza sul lavoro nella “fase 2” della pandemia
ROMA (Reuters) – Dopo un negoziato andato avanti per tutta la notte, governo e parti sociali hanno aggiornato il protocollo di sicurezza per evitare contagi da coronavirus nei luoghi di lavoro che riapriranno i battenti al termine del lockdown. Il documento era stato firmato lo scorso 14 marzo, e l’integrazione arriva alla vigilia dell’allentamento delle restrizioni a fabbriche e negozi atteso a inizio maggio.
DIVIETI DI ACCESSO
Chiunque abbia oltre 37,5 di temperatura o altri sintomi influenzali dovrà rimanere a casa, e deve informare “tempestivamente” il datore di lavoro. La temperatura dei dipendenti dovrà essere misurata all’arrivo al lavoro.
Non sarà permesso l’ingresso a chi abbia avuto nei giorni precedenti contatti con soggetti positivi o provenga dalle zone a rischio indicate dall’Oms. Chi sia risultato positivo dovrà presentare un certificato di “avvenuta negativizzazione”.
MISURE IGIENICHE E DI SICUREZZA
Le aziende dovranno assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica “dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago”, si legge.
Nelle aree in cui l’epidemia è stata più forte oppure nelle aziende in cui si sono registrate positività, la riapertura dovrà essere proceduta da una sanificazione straordinaria, e le autorità sanitarie potranno disporre l’esecuzione di tamponi per i lavoratori.
Restano obbligatorie le misure di igiene personale, in particolare lavarsi le mani, e viene considerato necessario utilizzare le mascherine, e anche altri dispositivi di protezione individuale, se non è possibile lavorare mantenendo la distanza di sicurezza di un metro.
Alla ripresa delle attività, sarà “opportuno” coinvolgere un medico per individuare soggetti fragili e aiuti a reinserire i lavoratori che hanno contratto il virus.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Si potranno organizzare turnazioni dei dipendenti in modo da diminuire al massimo i contatti tra loro, riorganizzare gli spazi di ufficio per distanziare le postazioni e favorire orari di ingresso e di uscita differenziati.
Viene incoraggiato il lavoro a distanza, che “continua ad essere favorito anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione”.
Gli spostamenti dentro l’azienda devono essere limitati “al minimo indispensabile”, e non sono consentite le riunioni di presenza. Viene contingentato l’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali.
Il protocollo invita a incentivare forme di trasporto verso il luogo di lavoro che garantiscano il distanziamento tra le persone, favorendo l’utilizzo di navette oppure di mezzi privati.
SANZIONI
Verranno formati comitati per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo, ai quali parteciperanno anche i sindacati.
La mancata attuazione del protocollo determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
