Conflitto armato in Ecuador: le raccomandazioni della Farnesina per i connazionali
Permane, in tutto il territorio nazionale, il riconoscimento dell’esistenza del “conflitto armato interno”, con un forte dispiegamento di Esercito e Polizia, nel contrasto alle bande criminali. Le Province di El Oro, Guayas, Los Rios, Manabì, Santa Elena, Orellana, il Cantone di Ponce Enriquez (situato nella Provincia di Azuay), nonché il Distretto Metropolitano di Quito sono soggette – a partire da giovedì 3 ottobre 2024, per una durata minima di 60 giorni – allo “stato di eccezione” che comporta, come misure aggiuntive, la sospensione del principio dell’inviolabilità del domicilio e della libertà di riunione, per fronteggiare l’incessante aumento di attività criminali nei predetti territori. La predetta misura è stata prolungata con apposito decreto per altri 30 giorni, ossia fino al 3 gennaio 2025.A partire dal 3 ottobre 2024 – e sempre fino al 3 gennaio 2025 a seguito della medesima proroga – vige il coprifuoco, tutti i giorni dalle ore 22:00 alle ore 05:00, nei seguenti Cantoni, situati nelle Province di Azuay, Los Rios, Guayas e Orellana:
– Provincia di Azuay: Camilo Ponce Enriquez;
– Provincia di Los Rios: Babahoyo, Buena Fe, Quevedo, Pueblo Viejo, Vinces, Valencia, Ventanas, Mocache, Urdaneta, Baba, Palenque, Quinsaloma, Montalvo;
– Provincia di Guayas: Durán, Balao, Parroquia Tenguel del Canton Guayaquil;
– Provincia di Orellana: La Joya de los Sachas, Puerto Francisco De Orellana, Loreto.
Si raccomanda ai connazionali, presenti a vario titolo nelle suddette zone, di adottare la massima cautela, limitando gli spostamenti alle esigenze realmente indifferibili.
Si sconsiglia, in ogni caso, ai cittadini italiani non residenti ed attualmente in transito in Ecuador, di soggiornare nelle aree costiere, sottoposte attualmente allo “stato di eccezione”, tra cui rientrano le città di Guayaquil e Manta. Massima prudenza negli spostamenti va esercitata anche nei territori di Esmeraldas e Carchi, situati lungo la frontiera nord con la Colombia.
Le Autorità di frontiera ecuadoriane potrebbero continuare ad applicare la misura restrittiva, che vincolava l’ingresso di tutti i cittadini stranieri, per via terrestre, dalla Colombia e dal Perù in Ecuador, salvo alcune eccezioni, all’esibizione di un certificato dei precedenti penali, relativo agli ultimi 5 anni, debitamente apostillato e in lingua spagnola, rilasciato dal Paese di origine o di residenza legale dell’interessato. In alternativa, i viaggiatori possono ora sottoporsi ad una verifica, a cura delle Autorità locali, mediante un database nazionale (denominato SIMIEC), da cui è possibile risalire ad eventuali impedimenti all’ingresso nel Paese, anche nei confronti di cittadini stranieri.
Si consiglia, in ogni caso, di fare ingresso in Ecuador per la via aerea – ritenuta molto più sicura – seguendo le indicazioni delle Autorità locali, qualora l’attraversamento della frontiera terrestre dalla Colombia o dal Perù fosse urgente e strettamente necessario.
Gli aeroporti risultano, al momento, operativi, in tutte le città dell’Ecuador: per informazioni aggiornate sullo stato dei propri voli, si prega di verificare direttamente con la Compagnia Aerea di riferimento.
L’Ambasciata d’Italia a Quito rimane raggiungibile, per emergenze, al numero +593999780861.
Eventuali segnalazioni, relative ad una presenza temporanea in Ecuador, possono essere anche trasmesse all’indirizzo: segreteria.quito@esteri.it.
