Ezio Bortolussi, un ingegnere con le scarpe sporche
Luglio 2020. Il Comune di Valvasone Arzene (Voleson Darzin in lingua Furlán) ha conferito la cittadinanza onoraria all’ingegner Ezio Bortolussi “come segno di riconoscenza per i tanti segni di vicinanza alle terre natie”.
“Le mie passioni sono il Milan e il mio mestiere.”
A Burnaby, nell’edificio che ospita anche il suo elegante ufficio dirigenziale, arredato con mobili di design e corredato da sculture di varie correnti artistiche (ce n’è una iperrealista e deliziosa del Rat Pack: Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis), Ezio Bortolussi, progettista, costruttore, imprenditore, proprietario della Newway Forming e ingegnere honoris causa, ha fatto costruire un “sacrario”, una stanza interamente dedicata a trofei, oggetti e magliette dei giocatori dell’A.C. Milan, la sua squadra del cuore.
Una passione, quella per lo sport, che dura da una vita. Infatti il giovane Ezio non ancora maggiorenne, nel 1960 partì per la Svizzera confidando nella sua prestanza atletica di calciatore dalle grandi promesse di successo futuro. Voleva aiutare economicamente la sua famiglia e si trovò anche un lavoro come muratore, mestiere appreso almeno teoricamente vedendo lavorare suo padre. Nei tre anni di soggiorno svizzero, frequentò anche la Scuola Tecnica per l’Edilizia senza mai abbandonare la professione calcistica.
Bortolussi non è mai stato un uomo dalla visione limitata e tanto meno lo è oggi. Le cose lui le fa al meglio o non le comincia neppure. Anche l’attività calcistica la faceva sul serio tanto che nel 1966 i risultati ottenuti e l’impegno che ci metteva gli valsero una chiamata della durata di nove mesi da parte del St. Anthony Club, una squadra di Ottawa. Da quel momento iniziò la sua avventura in Canada che lo ha portato nel corso degli anni ai massimi vertici della imprenditoria e della riconosciuta eccellenza professionale nel suo campo. Oggi Bortolussi è ricco, è rispettato, è “un nome”, un punto di riferimento nelle tecniche innovative nell’uso e nella colata del cemento.
Dice Bortolussi parlando delle sue prime esperienze come operaio nel campo dell’edilizia, che da subito lo interessò profondamente: “Camminavo all’alba per osservare le luci dei palazzi che si accendono. Mi colpì la verticalizzazione, la vidi come l’idea per il futuro.” Quell’intuizione si è sviluppata nella creazione di una impresa d’avanguardia nel campo edile.
Il ragazzo di Arzene, una piccola località del Friuli in provincia di Pordenone, ne ha fatta di strada, anzi di grattacieli. Ha costruito complessi edilizi in Canada, Stati Uniti, Bahamas, Qatar e tanti altri ancora. Eppure, fra le qualità che Bortolussi considera di primaria importanza c’è l’umiltà, il desiderio di continuare ad apprendere sempre. E c’è anche un forte senso del ruolo che un imprenditore riveste nella società e dei doveri che si assume.
Anche nei confronti dei tanti dipendenti delle sue imprese dimostra grande considerazione. Osserva: “È una responsabilità sociale per chi da lavoro a tante famiglie il rispettare chi lavora. Nelle mie aziende, i rapporti di lavoro sono di lunga durata, sono basati su lealtà e rispetto. Ho fatto pochissimi licenziamenti, li conto sulle dita di una mano. Bisogna sempre mantenere la parola e questo crea fiducia reciproca.”
Nonostante il successo, Bortolussi non si è montato la testa. Dietro l’efficiente immagine dell’uomo d’affari, del capitano d’industria, emerge un uomo semplice, affabile e con un notevole senso dell’umorismo. Un ingegnere con le scarpe sporche, che ci mostra con orgoglio una grande fotografia trasferita su lamina di metallo che fa bella mostra nel salone delle riunioni. Nella foto scattata tanti anni fa a Toronto c’è lui, in cantiere, con la tuta da operaio e gli scarponi da lavoro inzaccherati da schizzi di cemento, insieme ad un compagno di lavoro. È giovane, massiccio, con mani grandi e forti come badili e ha un sorriso soddisfatto e confidente. “ Vedi? Avevo piantato il chiodo nel cemento” come dire, ero ormai un iniziato.
Un uomo che dice: “Il contratto è una carta ma dietro la carta c’è l’uomo. Sempre rispettare il contratto, anche se le nostre spese superano il preventivo. La parola è la parola” è un uomo d’altri tempi, ma in senso positivo. Un uomo che ha a cuore i valori fondamentali, che vive secondo principi oggi troppo spesso dimenticati o sviliti. Un uomo da cui prendere esempio e ispirazione.

Il 9 maggio 2019 l’Università di Udine, Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura, con approvazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca) ha conferito a Ezio Bortolussi la Laurea Magistrale ad Honorem come Ingegnere Civile Classe LM 23. Questo alto riconoscimento premia non solo la carriera ma anche onora le qualità umane di Bortolussi. Cito direttamente dall’Estratto di Verbale del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura dell’ Università di Udine del giugno 2018: “La superiore capacità di problem solving e di innovazione nella progettazione e gestione di cantiere degli edifici di grande altezza dimostrata da Ezio Bortolussi nel corso della sua carriera professionale è esemplificata da alcune mirabili realizzazioni di NewWayForming. Tra queste si ricordano l’edificio denominato “La cattedrale” a San Diego, l’Urban Resort and Casino a Roma. “
Scrive ancora il Prof. Marco Petti, Direttore del Dipartimento: “Ezio Bortolussi è il classico caso di un uomo che ha mostrato doti non comuni , non solo di iniziativa ma [anche] di competenza tecnica dell’Ingegneria Civile che hanno reso vincenti le modalità realizzative di costruzioni complesse, come sono i grattacieli, soprattutto quando costruiti in contesti urbani difficili.”
Uno dei “segreti” per cosÌ dire, del successo di Bortolussi consiste nel suo atteggiamento realistico e equilibrato nel gestire la rete di rapporti di lavoro, a cominciare dagli operai e tecnici che lavorano per la sua azienda fino a comprendere i rapporti con le altre ditte e organizzazioni che partecipano alla costruzione dei grattacieli. È un uomo che sa tenere la squadra unita e motivata, che privilegia un tipo di rapporto e comunicazione chiari e diretti, che valuta la correttezza e la competenza. Dice infatti Bortolussi: “Lo spirito di antagonismo non è costruttivo. Io accetto il rischio ma non mi metto nelle mani di chi non ha competenza.”
Secondo il Prof. Carmelo Gentile (Ordinario di Tecnica delle Costruzioni al Politecnico di Milano) Ezio Bortolussi “appare come un paradigma pressochè perfetto dell’Ingegnere di cantiere che ha saputo con l’esperienza e la cultura tecnica e tecnologica creare una “nuova via” alle grandi realizzazioni coniugando passione, fantasia, e ricerca di soluzioni tecnologiche innovative, nel rispetto degli importanti vincoli che la costruzione di ogni edificio alto impone.” Scrive ancora il Prof. Gentile, fra le motivazioni da lui addotte a sostegno del conferimento della Leaurea Magistralis e riportate nel verbale già citato: “Passione per la costruzione, conoscenza diretta della pratica del cantiere, intuizione, cultura tecnica e ricerca dell’innovazione hanno reso Ezio Bortolussi uno straordinario interprete dell’Ingegneria Civile dei nostri tempi.”
Bortolussi ha partecipato alla cerimonia ufficiale che si è svolta nel luglio 2019 nell’aula Strassoldo del Polo Giuridico Economico dell’Università di Udine per ricevere questo alto onore. Dopo la “laudatio” del Professor Antonino Morassi, come di rito il neo-ingegnere Bortolussi ha pronunciato la sua “lectio doctoralis” affermando ancora una volta i cardini su cui si basa la sua attività di imprenditore: “ Durante gli anni di lavoro ho imparato che bisogna sempre migliorarsi e dare il massimo in ogni cosa che si fa. Credo che il futuro sia fatto di idee.”
Idee e interessi Bortolussi ne ha tanti e non solo limitati alla sua professione. La sua famosa collezione di orologi pregiati occupa un posto importante fra le passioni che coltiva. Li mostra con orgoglio e ce ne sono parecchi di modelli rari di edizione limitata. Un costoso capriccio? Non proprio, perché per acquistare oggetti di quel tipo occorre possedere competenza (altra parola chiave nella vita di Bortolussi) e passione.
Ricorda lui che la madre lo esortava a risparmiare i soldi per spese più pratiche, abituata come era a una vita di grande frugalità. Altrettanto famosa è la sua collezione di vini custoditi nella “cantinetta” e scelti anch’essi con cura meticolosa fra le migliori produzioni.
Bortolussi ama e sa riconoscere gli oggetti e i professionisti migliori, anche in campo artistico. Nella sala riunioni dell’edificio della New Way Forming tiene infatti una gigantesca fotografia di Frank Sinatra, un grande artista che avrebbe voluto incontrare di persona e solo per un momentaneo disguido non riuscì a realizzare questo desiderio.
La Laurea ad Honorem è il più recente ma non l’unico riconoscimento importante tributato a Bortolussi. Anche se la lista è lunga e non possiamo citarli tutti, ricordiamo almeno che è Cavaliere della Repubblica Italiana dal 2005, e nel 2013 è stato nominato Italian-Canadian of the Year dalla Confratellanza Italo-Canadese. Lo stesso anno viene eletto Presidente del Comites di Vancouver. Nel 2014, dalla Presidenza della Regione Friuli riceve la Medaglia di Argento per “aver onorato la terra d’origine del Friuli e dell’Italia”. Socio Benemerito della Famèe Furlane di Vancouver e Presidente Onorario del Columbus Soccer Club., della Friends of Ferrari, una associazione benefica che opera a favore di bambini gravemente malati.
L’attività benefica di Bortolussi si svolge anche in modo discreto, senza clamore, aiutando chi ha bisogno e finanziando opere socialmente e artisticamente utili come restauri di monumenti ad Arzene, il suo paese natale, a Valvasone e finanziando acquisto di furgone per trasporto anziani della Casa di Risposo a Valvasone. Anche a Vancouver, dove vive, è sempre pronto a intervenire con sostegno finanziario per opere meritorie e per cause comunitarie, o per dare una mano se ci sono persone che attraversano momenti difficili, ed è disposto a spendersi per cause umanitarie o per iniziative utili socialmente e culturalmente perché non dimentica le sue origini e comprende l’importanza della generosità.

5 Aprile 2021 @ 17:55
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