FOCUS – La tradizione dei Presepi Napoletani
Immaginate di trovarvi a Napoli, dove le tradizioni sono parte integrante della vita di tutti i giorni, dove tutto ha un significato profondo che trascende il tempo e le generazioni.
I presepi napoletani sono da sempre una delle usanze più radicate e affascinanti di Napoli, un vero e proprio punto d’incontro costante tra il vecchio ed il nuovo e, sicuramente, una delle principali attrazioni turistiche della città, soprattutto nel periodo dell’Avvento.
Ma non è solo un rito natalizio: il presepe napoletano è ormai un elemento essenziale della cultura e dell’identità della città, un’arte che viene tramandata e rinnovata ormai da secoli e che continua a incantare visitatori da ogni parte del mondo.
Le origini dei presepi napoletani risalgono al Settecento, quando alla rappresentazione della Natività si aggiunsero dettagli che narravano la vita quotidiana della città. Non era più, quindi, solo un simbolo religioso, ma una vera e propria rappresentazione teatrale che raccontava usi, mestieri, costumi e volti della Napoli di un tempo.
Il presepe veniva allestito sullo “scoglio”, una struttura di sughero che comprendeva scene come l’Annuncio ai pastori, l’osteria, i Re Magi e le caratteristiche scene popolari con greggi, artigiani e contadini. Questa particolarità ha dato vita ad uno stile pressoché unico, tale da rendere il presepe napoletano un’opera d’arte in costante evoluzione.
Quello che più caratterizza i presepi napoletani è la loro capacità di attualizzarsi senza perdere autenticità: accanto alle classiche statuine dei pastori, infatti, vengono spesso introdotte figure di personaggi pubblici attuali, politici, sportivi e attori, che diventano elementi integranti della decorazione scenica, regalando al presepe in una particolare atmosfera di cronaca viva e, allo stesso tempo, ironica della società contemporanea.
Famosi sono il Presepe di Corte della Reggia di Caserta, il Presepe del Banco di Napoli, custodito nella Cappella Palatina del Palazzo Reale, un’opera eccezionale composta da oltre 200 pastori settecenteschi, e il Presepe Cuciniello, custodito nel Museo di San Martino. Ma, senza dubbio, l’anima essenziale della tradizione dei presepi è Via San Gregorio Armeno, una stretta e lunga viuzza napoletana del centro storico, con tantissime piccole botteghe, dove gli artigiani, con antica passione, realizzano innumerevoli scenografie, pastori, figure e diversi materiali che le famiglie possono acquistare per realizzare le proprie scene ed è celebre sicuramente in tutto il mondo come la “strada dei presepi”, con innumerevoli piccole vetrine e banchi colmi di ogni tipo di statuine, sia tradizionali che moderne, in un’atmosfera vivace che si accende particolarmente nel periodo natalizio.
Le origini del presepe risalgono all’epoca di San Francesco d’Assisi, il primo ad organizzare una rievocazione dal vivo della nascita di Cristo, mentre, nella zona di Napoli, il primo esempio ad essere documentato fu il presepe di Amalfi nel 1324. La pratica iniziò ad acquistare popolarità intorno al 1600, con gli artigiani che utilizzavano la terracotta e la cartapesta per realizzare le statuine di ogni grandezza.
Ma la vera e propria tradizione del presepe napoletano decollò nel 1700, nel periodo barocco, con le famiglie nobili che costruivano presepi sempre più complessi nel tentativo di superarsi a vicenda: e da qui nacque la differenza tra un presepe napoletano ed un presepe tradizionale, proprio perché, oltre ai personaggi principali, venivano inclusi anche una grande abbondanza di personaggi quotidiani.
I presepi a Napoli sono ovunque durante i mesi invernali, sia in ambito privato che pubblico: ogni famiglia ha il proprio presepe in casa, mentre le chiese e i luoghi pubblici ne espongono di più grandi ed elaborati, ognuno con rappresentazioni che vanno ben oltre i semplici pastori, creando varie scene di vita cittadina, fondendo l’antico con il moderno, aggiungendo, oltre alle statuette di personaggi popolari come calciatori, cantanti e leader politici mondiali, addirittura anche pezzi animatronici che si muovono, come il pizzaiolo che sforna una pizza o un fabbro che batte sull’incudine con il suo martello o un macellaio intento a tagliare dei pezzi di carne, oppure ancora un pescatore con la sua canna da pesca.
In sintesi, la tradizione del presepe napoletano è un’esperienza sensoriale e spirituale, dove ogni rappresentazione, ogni scena e ogni elemento ha una storia da raccontare, celebrando la vita e la comunità anche nel contesto più sacro.
