FOCUS – Un chiaro messaggio al mondo e ad ogni sovranità nazionale
Quando si parla di un blitz per catturare un Capo di Stato in carica, che si tratti di Nicolás Maduro o di qualunque altro leader, non si sta discutendo di una qualsiasi azione di polizia internazionale. Anche perché, in questo caso, non c’è nessun mandato che ne giustifichi il rapimento. L’atto di guerra, perché di questo si tratta, che ha portato al sequestro di Maduro è contrario ad ogni norma del Diritto internazionale, perciò è, senza alcun dubbio, da considerarsi criminale e perseguibile dalla comunità internazionale. A dichiararlo illegittimo è l’Articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce il divieto fondamentale per i membri dell’ONU, i quali “devono astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, o in qualsiasi altro modo contrario ai fini dell’ONU”.
In base a questo principio, è vietata ogni aggressione e qualsivoglia acquisizione territoriale tramite la forza e, soprattutto, tutte le azioni che possano compromettere la sovranità e l’autonomia di una nazione. Perciò, in primis, chi applaude all’azione di guerra ordinata dal Presidente Trump non solo sbaglia perché l’atto è privo di fondamenti giuridici, ma diventa complice di un crimine: nel momento stesso in cui gli USA affermano che Maduro non è più il “legittimo” presidente e quindi non merita alcuna protezione, si sta creando una norma basata esclusivamente sul puro arbitrio. Una norma che chiunque altro potrebbe usare, anche contro lo stesso Trump.
Se la cattura forzata di un leader diventa una prassi normale e giustificabile, niente impedirebbe, per esempio, a Putin di emettere un mandato di cattura per Zelensky, dichiarandolo responsabile dell’escalation della guerra in Ucraina, oppure di rapire un ex o l’attuale presidente americano. La Russia potrebbe accusare Biden dell’allargamento della NATO a Est, farlo rapire e processarlo a Mosca. La Corea del Nord potrebbe rapire Trump per legittima difesa. Per assurdo, ma mica tanto, la stessa Danimarca potrebbe farlo, visto che Trump minaccia di annettere con la forza la Groenlandia. Se si accetta che gli Stati Uniti possano definire Maduro un “narcotrafficante” per scavalcare ogni articolo dell’Onu, bisogna poi accettare che l’Iran dichiari un presidente americano un “criminale di guerra” per le sanzioni che affamano il suo popolo e per i bombardamenti sui civili.
In questo assurdo probabile scenario, ogni leader mondiale potrebbe diventare un bersaglio mobile e, di conseguenza, ogni visita di stato all’estero, per logica, potrebbe trasformarsi in una missione suicida. E non è assolutamente possibile accettare questo.
D’altro canto, la storia ci insegna che sempre, dietro la grande propaganda morale, si nascondono sistematicamente degli interessi più o meno dichiarati. Se il rapimento giudiziario diventa lecito, possibile e giusto, questo diventerà l’arma per l’espropriazione delle risorse altrui. E se lo fanno gli USA, perché non dovrebbero farlo anche Mosca e Pechino? Se si legittima l’uso della forza contro il governo di uno Stato, si sta dando il via libera a una nuova era di imperialismo giuridico.
La cattura di Maduro può anche sembrare una vittoria per la moralità a breve termine, ma è un suicidio politico per la stabilità a lungo termine che soltanto un megalomane poteva partorire. Questo non significa difendere i crimini commessi da Maduro, i quali possono essere giudicati solo dal Diritto internazionale e non certo da Trump e dagli USA; e vale per qualsiasi Stato, compresi gli Stati Uniti. E la legge non può essere un’arma autorizzata, perché quell’arma sarà usata da tutti contro tutti gli altri.
