Fondazione Paolo Cresci, “Le Miniere del Michigan: tra speranza e miseria. L’emigrazione toscana nel Copper Country tra Ottocento e Novecento”: a Capannori la presentazione del libro di Nicoletta Franchi (13 gennaio)
“Le Miniere del Michigan: tra speranza e miseria. L’emigrazione toscana nel Copper Country tra Ottocento e Novecento” : è il nuovo libro di Nicoletta Franchi pubblicato nei “Quaderni della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana”, che sarà presentato da Michele Campanini dell’Università di Siena il prossimo 13 gennaio a Capannori, presso la sala del Consiglio comunale (ore 11.15) . Il volume, frutto di una ricerca originale negli archivi del Ministero degli Affari Esteri e negli Stati Uniti, si concentra sulle miserevoli condizione degli emigranti italiani e ripercorre la storia di una vicenda dolorosa, una strage durante una festa di Natale, divenuta poesia in musica ad opera di uno dei più importanti folk singer della storia musicale americana Woody Guthrie. Fu certamente il bisogno a portare migliaia di toscani, principalmente lucchesi, nella regione delle miniere di rame della Penisola Superiore del Michigan, un’area isolata, battuta dai venti artici , ma in forte espansione per le risorse naturali di cui era ricca, tanto che alla fine dell’800 copriva metà del fabbisogno di rame degli interi Stati Uniti d’America. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento vi si recarono molti immigrati richiamati da amici e conoscenti per la grande disponibilità di occupazione nelle miniere, ma all’oscuro delle condizioni di lavoro e dei rischi che li aspettavano. Qui venivano destinati alle attività più pericolose poiché essi lavorano ben più che gli americani ed inglesi, continuamente esposti a rischio di morte o di gravi infermità. Queste pessime condizioni di sicurezza, unitamente alle rivendicazioni per i miseri salari, spinsero la gran parte dei minatori ad associarsi in sindacati e a società di mutuo soccorso (tra cui alcune specificatamente dei lavoratori della Toscana) create con l’intento di provvedere economicamente alle famiglie in caso di malattia o morte per cause di lavoro del socio.
Il volume, con l’inserimento di molti documenti originali e inediti, ripercorre la storia di questa peculiare catena migratoria: dai motivi che portarono ad abbandonare “la ridente Toscana”, alla nascita di una solidale comunità, alle complesse vicissitudini e al ruolo degli italiani nel processo
di sindacalizzazione di tutta l’area. Una parte significativa dello studio è dedicato al famoso sciopero indetto nel 1913-1914 e tristemente ricordato per la tragedia alla Italian Hall di Calumet, la principale cittadina dell’area mineraria, centro di aggregazione degli emigranti italiani.
La vigilia di Natale, nel corso della festa organizzata per i figli degli operai in sciopero, qualcuno, probabilmente su indicazioni delle società proprietarie delle miniere, gridò “al fuoco, al fuoco” provocando una ressa per abbandonare l’edificio che si concluse tragicamente provocando la morte di 73 persone, la maggior parte bambini. A questa triste vicenda fu dedicata la canzone “1913 Massacre- Lyrics” dal folk singer Woody Guthrie, una dei più importanti nella storia musicale americana, al quale si sono inspirati anche Bod Dylan, Joan Baez e Bruce Springsteen.(Inform)
