Franco De Santis, una voce poetica di grande sensibilità
Un poeta schivo, che si tiene volutamente lontano dalle manifestazioni e ribalte letterarie più popolari e affollate, la cui biografia è difficile rintracciare in Internet, questo immenso supermercato dell’ informazione. Eppure Franco De Santis ha composto oltre dieci volumi di poesia, ha vinto numerosissimi premi di poesia ed ha ricevuto recensioni e attenzione da parte di critici letterari e studiosi, fra cui Franco Caporossi, il fondatore della Associazione Artisti Lepini o Carmine di Michele, cattedratico della Concordia University e molti altri ancora, in Italia, Canada e negli Stati Uniti. Conoscevo De Santis di fama, ma è stato grazie all’ intervento di Calogero Milazzo, il quale mi ha gentilmente inviato i volumi di poesia di De Santis, che ho potuto accostarmi più da vicino alla sua produzione. Fra le raccolte poetiche di De Santis citiamo Ancora non è sera, In tono minore, Reliquie di giorni, L’impronta del tempo, Sospensioni.
De Santis è nato a Morolo di Frosinone nella Ciociaria Lepina nel 1932. V ive in Ontario ad Hamilton, da moltissimi anni. Si è dedicato ai campi culturale e sociale. Scrive in italiano e le sue brevi poesie, a volte composte da poche righe, rivelano una profonda sensibilità, una dimensione spirituale intensa che sa cogliere sentimenti nascosti nelle anime, sa rivelare scorci e fulgori insospettati in un paesaggio o in una descrizione della natura. De Santis eccelle nel lumeggiare con toccanti versi e rapide immagini le ferrite dolenti che la vita infligge: la morte di una persona cara, il vuoto che lascia anche fisicamente nelle stanze ora deserte, negli oggetti che non servono più. Scrive con sommessa pena delle perdite che tutti subiamo, delle speranze che non si realizzano, del senso di spaesamento dell’ emigrato, la dualità di appartenere a due mondi e a nessun mondo. La sua ispirazione non è però concentrata sulla condizione migratoria che resta una presenza ma come in sottofondo: certe sensazioni, certi sentimenti sono universali non appartengono solo all’ esperienza del migrante. C’e’ una diffusa malinconia nella poesia di De Santis, ma non pessimismo o scoramento. L’ autore vi infonde la rassegnata saggezza, la compassione che viene da una vita spesa per cause generose e che gli fa riconoscere e accettare le limitazioni umane.
Anna Ciampolini Foschi
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GERMOGLI
Nessuno conosce
i sentieri
che conduce l’ insonnia.
Di notte
parlo con l’ acqua
l’ alba
travolge la visione
e regala germogli
che odorano di melo.
Franco De Santis (da: Ancora non e’ sera)
SONO GESTI D’ADDIO
Non tornare
Questa sera
Il giglio
È stato ucciso dall’ombra.
Vento straniero
Passa tra i rami
Del salice piangente,
Domani
Sarà svelato il mistero…
Il fiume
Laverà ogni colpa.
La vita
È piena di rimorsi.
Sono gridi.
Sono gesti d’addio.
Franco De Santis (da: Sospensioni)
