Giovanni Buzzurro, coordinatore MAIE Messico: “Il nostro Movimento è un megafono capace di dar voce a chi per molto tempo non l’ha avuta”
“Il Messico è una terra incantevole a cui sono legatissimo, con mille risorse e con gente meravigliosa, purtroppo sporcata da una malavita organizzata in crescita che preoccupa non solo me, ma tutti gli italiani che vivono da queste parti. E’ anche un posto che offre grosse opportunità, capace di cambiarti la vita in un breve lasso di tempo. Paese molto ospitale direi, come tutti i paesi latino americani, possiede innumerevoli siti sia archeologici che naturali, quest’ultimi derivanti da una biosfera invidiabile. Vanno sicuramente conosciuti entrambi e visitati. Invito te e tutti i lettori a venire da queste parti per tastare con mano quanto dico”.
A parlare è Giovanni Buzzurro, coordinatore del MAIE per il Messico e Presidente del Comites messicano.
Quarantotto anni, madre bresciana e padre siciliano, di Giardini Naxos, Giovanni è nato e cresciuto ad Agrigento. Vive a Città del Messico da 14 anni, dove è sposato con Claudia, un avvocato messicano, e ha due figli: Valentina, di 22 anni, affermata attrice, e Pietro, di 19, studente in Food Manager e gastronomia.
I ricordi della sua terra, la Sicilia, sono quelli di un infanzia felicissima, trascorsa accanto a mille amici a scorrazzare per le strade della sua città appresso a un pallone o abbracciato ai suoi strumenti musicali, dai quali non si separava mai.
“Il periodo di una gioventù spensierata, e legami che mi accompagnano fino ad oggi – afferma – Ricordo mille tour con mio fratello Francesco, chitarrista di fama mondiale, o con i Tinturia, band nella quale ho militato per 10 anni e con la quale ho avuto modo di viaggiare conoscendo a menadito quasi tutta l’Italia”.
Periodi di grandi passioni: sport, musica e anche politica militando nei giovani della DC della sua città, accanto a persone che diventarono affermati politici del panorama nazionale.
Poi, Giovanni, cambia orizzonte, emigra e arriva oltre Atlantico, in terra messicana.
“Arrivo in terra Azteca per amore (come tanti del resto…) – racconta – Dopo essermi sposato, ho vissuto ad Agrigento con mia moglie circa dieci anni, poi probabilmente a entrambi la mia città stava stretta e prima lei e poi io abbiamo deciso di provare il grande salto, abbandonando casa nostra e anche una comodità e una stabilità che in Messico non avevamo di certo, convinti però che avremmo fatto cose importanti.
In Messico Giovanni ha potuto continuare con la sua grande passione: la musica.
“Il mio lavoro da musicista è intenso e allo stesso tempo divertente – spiega – ho avuto la possibilità, grazie alle tournée, di conoscere questa nazione in un lungo e largo cosi come tutto il continente americano, visto che da 12 anni accompagno una delle cantanti messicane più famose: Lila Downs, con la quale mi onoro di avere vinto ben 5 Grammy Awards, 4 latini e 1 internazionale. Sono altrettanto orgoglioso di prestare le mie note a Fernando Delgadillo, un vero e proprio poeta della musica messicana e a tanti altri artisti che spesso produco, visto che alterno al mio lavoro di musicista quello di produttore in studio di registrazione”.
Nella sua famiglia, come accennato, si è sempre respirata musica, prima di tutto perchè il padre di Giovanni era un melomane appassionato, che ha trasfuso nei suoi figli questo grande amore, poi perchè sia lui che il fratello Francesco hanno deciso di trasformare in un secondo momento la loro passione in un vero e proprio lavoro. “Da li a venire – sottolinea Giovanni Buzzurro – non c’è stato un solo giorno senza musica, abbiamo insegnato in scuole private e, nel caso di mio fratello, tutt’oggi si trova a fare il mestiere di docente e concertista al conservatorio Scarlatti di Palermo, e poi concerti e seminari a mai finire e ovunque.
Per quanto riguarda mia figlia Valentina, la sto aiutando a sviluppare la sua passione per la musica con produzioni da me coordinate e dirette anche se, ad onor del vero, lei vede la musica solo come un hobby nel quale di tanto in tanto incursiona, la sua grande passione è la recitazione, sia nel cinema ma anche in televisione e in teatro”.
Chiediamo: hai un fratello che è un grandissimo chitarrista. Nel tuo recente viaggio in Italia hai avuto modo di fare una “jam session” con lui?
“Sono appena rientrato dall’Italia dove mi sono recato per una delicata operazione al cuore, fortunatamente tutto è andato bene e subito dopo essermi rimesso in sesto, sono stato insignito del premio “Pippo Montalbano” alla carriera, presso il Teatro Pirandello di Agrigento, è li che ho avuto l’occasione di tornare ad imbracciare il mio basso ed esibirmi con mio fratello, anticipando l’uscita di un nostro disco in duo che tra qualche mese dovrebbe materializzarsi.
I progetti a venire sono tanti, a parte il disco con mio fratello, al quale potrebbe seguire un tour italiano, tornerò a fare concerti con Lila Downs prima in Messico poi in Colombia, Cile, Perù e Argentina. Sto coproducendo un disco per il cantante boliviano Rodrigo Rojas e inoltre ho da poco messo su uno studio di registrazione proprio qui a Città del Messico, che a breve aprirà i battenti”.
Nel suo poco tempo libero Giovanni prima di tutto cerca di stare con la sua famiglia. “Come diceva qualcuno, il tempo è tiranno e preferirei che una giornata durasse almeno 30 ore. Ciononostante riesco sempre a ritagliarmi il tempo per produrre Limoncello artigianale e, a breve, partirà una nuova produzione di un altro prodotto sicilianissimo, che per adesso preferisco non svelare”.
Il discorso scivola, quindi, sulla nostra comunità in Messico.
“Da Presidente del Comites Messico, ho ormai un quadro abbastanza chiaro della situazione della nostra comunità e devo dirti che è parecchio disgregata, uno dei miei obiettivi è proprio quello di cercare di unirla con eventi culturali, con una Casa Italia che non c’è più ormai da troppo tempo, ragione per cui presto trasformeremo questo sogno in progetto che presenteremo al ministero degli esteri, sperando venga finanziato. Con Antonio Mariniello, vice presidente del Comites, abbiamo da poco portato avanti un progetto che mira a far conoscere i nostri connazionali nei posti significativi del Messico, abbiamo iniziato con un incontro a Chipilo, nello stato di Puebla, dove risiede quella che consideriamo la memoria storica dell’emigrazione italiana in Messico. Proprio li, da fonti certe, avvenne il primo insediamento italiano. Abbiamo inoltre contribuito appoggiando l’amico Arturo Berra nella realizzazione del primo museo dell’emigrazione italiana in Messico, riuscendo in un paio di occasioni a contribuire economicamente in modo significativo.
Purtroppo da queste parti noi italiani siamo pochi, se consideriamo l’estensione del territorio, in totale circa 27 mila gli iscritti Aire, anche se da fonti consolari si stima che in Messico vivano in forma stabile poco più di 50 mila connazionali.
La nostra lontananza influisce con la poca interazione. Per fare un esempio, da Playa del Carmen a Tijuana ci sono quasi cinque ore d’aereo, mentre due e mezza da Città del Messico, quindi incontrarsi risulta complicato, cosi come diventa complicato anche vivendo nella capitale vista l’estensione pazzesca di questa città”.
In Messico le opportunità per gli italiani sono innumerevoli, partendo dal fatto che l’Italia è oggi il secondo paese europeo per esportazioni nello Stato nordamericano, seconda solo alla Germania, primeggiando in vari settori come quello delle macchine industriali, nell’ingegneria meccanica, ma anche nell’industria tessile, nei sistemi di sicurezza, nel settore farmaceutico, e nel Know How dell’informatica e della gestione industriale, cosi come nei prodotti agroalimentari, solo per citarne alcuni.
“Insomma – sottolinea Buzzurro – l’interesse e il rispetto di questo popolo nei confronti degli italiani è davvero tanto”.
Da qualche anno Giovanni è anche coordinatore del MAIE per il Messico.
“Mi sono avvicinato al Maie nel 2015, tirato in ballo da Giancarlo Quacquarelli, un amico che frequentavo e che mi chiese di aiutarlo a gestire l’aspetto organizzativo del Maie su Città del Messico e nello Stato del Messico. Dopo un paio d’anni, Giancarlo, per motivi personali e di lavoro, si allontanò dal Movimento e, prima Ricky Filosa poi Angelo Viro e Ricardo Merlo, mi chiesero di sostituirlo, diventando cosi coordinatore per il Messico.
Il Maie è ormai la mia famiglia, mi sento tutti i giorni con gli amici che vivono e condividono con me questa passione e questo impegno, confrontandoci e chiacchierando spesso di idee e strategie da perseguire.
Considero il movimento. Il fatto di poter contare su persone che, come noi, vivono nella condizione di emigrato all’estero e conoscono i nostri malesseri e i relativi bisogni, è senza dubbio un valore aggiunto.
Continuerò sempre a battermi, insieme ai militanti, al miglioramento dei servizi consolari, cosi come a non essere considerati italiani di serie B solo perche viviamo fuori dai confini nazionali. Sarò sempre a fianco di chi, come me, vota, perchè solo attraverso l’espressione del voto posso eleggere chi domani difenderà anche i miei diritti.
Stiamo cercando di far conoscere il Maie a tutti gli italiani residenti in Messico, occupandoci del movimento tutti i giorni, gestendo le nostre due pagine Facebook e cercando di essere quella cassa di risonanza che fa sapere del nostro operato ai nostri connazionali. Siamo spesso alla ricerca di gente che, come noi, abbia passione per la politica e sia motivata ed entusiasta a sposare le nostre idee, ma soprattutto a portarle avanti. In questi anni abbiamo trovato persone valide e volenterose sparse su tutto il territorio nazionale che ci danno una grossa mano d’aiuto.
Quando arrivai al Maie eravamo la sesta forza politica. Dopo alcuni anni di coordinamento e da quanto viene fuori dalle ultime politiche siamo la terza, dietro solo alle due grandi coalizioni di centro destra e di centro sinisitra. Siamo fiduciosi del fatto che, se si continua a lavorare come le formiche, alla prossima tornata elettorale potremmo migliorare, portando un giorno il Maie ad essere la prima forza politica del paese.
Si puo fare tanto per gli italiani che vivono fuori dal nostro Paese-conclude – Ad esempio progetti mirati al turismo di ritorno con possiblità di cash back o scontistiche sul viaggio e sugli hotel, anche per una sanità valida tutti i giorni dell’anno e non solo nei 90 stabiliti dalla legge. Purtroppo, però, dobbiamo fare i conti con tutti coloro che ormai non hanno nessun interesse nei confronti della politica italiana, a maggior ragione coloro i quali vivono lontani dal nostro Paese. Secondo me sbagliano perchè, se non nutro nessun interesse per la cosa pubblica, non posso poi pretendere. Dovrei prima compiere il mio dovere di buon cittadino e dopo chiedere con forza che vengano tutelati i miei diritti”.
