Haiti è nel caos. I consigli della Farnesina ai connazionali
Haiti è nel caos. Il 7 marzo le autorità hanno prorogato di un mese lo stato di emergenza nella capitale Port-au-Prince, in un momento in cui il paese caraibico sta affrontando una inaudita ondata di violenza da parte delle bande criminali che detengono il controllo di ampie zone della capitale.
Nei giorni scorsi, dopo che le gang avevano attaccato le carceri causando la fuga di migliaia di detenuti, il governo aveva dichiarato un primo stato d’emergenza.
I gruppi armati, che controllano le strade che da Port-au-Prince portano al resto del paese, negli ultimi giorni hanno attaccato alcuni siti strategici. Secondo una stima di Synapoha, dall’inizio degli attacchi sono stati distrutti dieci edifici della polizia e sono state assaltate due prigioni, in modo da consentire l’evasione dei detenuti.
Un potente leader criminale, Jimmy Chérizier detto “Barbecue”, ha avvertito che se il primo ministro Ariel Henry non si dimetterà e se la comunità internazionale continuerà a sostenerlo, il paese si avvierà “verso una guerra civile che porterà al genocidio”.
Henry era all’estero quando sono scoppiate le violenze e non è ancora riuscito a tornare ad Haiti a causa delle condizioni di sicurezza intorno all’aeroporto internazionale.
Il sito della Farnesina “Viaggiare Sicuri” sconsiglia ai connazionali “i viaggi ad Haiti, per qualsiasi ragione.
Si invitano i cittadini presenti – prosegue – ad attenersi rigorosamente alle indicazioni delle Autorità locali e a rimanere in casa, evitando qualsiasi movimento, in particolare nell’area metropolitana di Port-au-Prince.
Ormai da mesi, si registrano quotidianamente scontri e disordini nelle strade, particolarmente violenti a Port-au-Prince e a Les Cayes (Dipartimento sud).
A inizio marzo, gli scontri si sono intensificati, sfociando in pesanti combattimenti tra gangs criminali e Forze di Polizia. La maggior parte delle strade nazionali sono interrotte da barricate dei manifestanti o delle cosiddette bande irregolari. Le pompe di benzina risultano impraticabili o chiuse. Si registrano anche difficoltà nel ritirare denaro contante, nelle telecomunicazioni, reti cellulari e Internet, oltre a difficoltà di apertura e servizio al pubblico di uffici e di ospedali pubblici. Sono inoltre segnalati problemi di approvvigionamento di acqua e casi di colera.
Il Governo di Haiti ha esteso lo stato di emergenza fino a mercoledì 3 aprile 2024 ed ha imposto il coprifuoco – in vigore dalle h 18:00 alle h 5:00 del mattino – fino a lunedì 11 marzo 2024, nella capitale Port-Au-Prince e in tutto l’ovest del Paese, dopo gli assalti ad alcuni penitenziari, da parte delle gangs, che hanno consentito l’evasione di quasi 4mila detenuti, ed i pesanti scontri con la Polizia, in tutta la città e presso l’aeroporto.
La situazione è da considerarsi gravemente instabile, anche alla luce delle costanti segnalazioni di minacce di rapimenti, violenza da parte delle bande e disordini civili in tutto il Paese. Si raccomanda la massima prudenza, in virtù dei possibili raduni e delle manifestazioni spontanee e improvvise, che possono portare a scontri, blocchi stradali, che potrebbero interessare anche la zona dell’aeroporto di Port-au-Prince.
Qualsiasi spostamento, anche all’interno del Paese, può comportare un rischio di carattere sanitario o di sicurezza.
Si segnala, infine, che per il personale internazionale eventualmente già presente in loco, è sconsigliata la contemporanea presenza di famiglie espatriate”.
