I contadini sfidano Bruxelles
La terza guerra mondiale a pezzi, per usare la definizione che Papa Francesco ha dato al crescente numero di conflitti che stanno scuotendo il globo, annovera tra le proprie dispute anche una serie di battaglie, combattute in diverse zone d’Europa, da un unico, numeroso esercito: quello degli agricoltori.
Il casus belli che ha scatenato l’ira funesta dei contadini è la convinzione che i politici di Bruxelles, sede del Parlamento Europeo, della Commissione Europea e del Consiglio dell’Unione Europea, vogliano sostituire terra, grano e vacche con laboratori, farine di grillo e carni sintetiche.
Essendo cresciuto in Brianza in un contesto rurale (mio cognato Marino possiede una fattoria) e avendo convinzioni liberali, non posso biasimare i tanti “paisan” che mal digeriscono il tentativo di quattro “colletti bianchi” di imporre le loro direttive.
I consumatori devono avere il diritto di scegliere cosa mangiare e per preservare questo diritto nessuno deve boicottare gli agricoltori.
Il futuro dovrà includere anche farina di grillo, bistecca sintetica e cotolette di chicchessia, ma non dovrà limitarsi solo a tali tipologie di prodotti. Se ciò accadrà, se ci troveremo in un mondo distopico in cui potremo consumare soltanto carne sintetica, diventerò vegano, a condizione che almeno l’insalata sia libera di crescere nella terra.
