I Paesi dei Caraibi sono tra i più inquinanti in termini di CO2. La situazione nella RD
Le energie rinnovabili stanno guadagnando importanza nella Repubblica Dominicana. Dal numero di progetti annunciati dalla Commissione nazionale per l’energia (CNE), agli investimenti diretti esteri (IDE) e all’aumento degli utenti con pannelli solari, le fonti pulite sono sempre più presenti.
Nonostante l’incremento delle installazioni con queste tecnologie, la Repubblica Dominicana continua a essere tra quelli con la più bassa integrazione di elettricità generata dal sole o dal vento, e tra quelli con la più alta partecipazione all’energia da gas naturale e, di conseguenza, all’inquinamento da CO2.
La Relazione Annuale sulla Gestione e sulle Transazioni Economiche 2023 dell’Organismo di Coordinamento (OC) del Sistema Elettrico Nazionale Integrato (SENI), precisa che l’energia netta fornita nel 2023 è stata pari a 21.700,65 GWh, che rappresenta un aumento del 7,77% rispetto ai 20.135,68 GWh rendicontati. nel 2022. L’energia lorda generata è stata di 23.912,55 GWh, con un incremento del 7,99% rispetto ai 22.143,59 GWh generati nel 2022.
Entro il 2023, la produzione lorda di energia è stata prodotta con il 38,7% di gas naturale e il carbone con una quota del 31,0%, seguito dall’olio combustibile n. 6 con il 14,7%. La generazione da fonti rinnovabili ha una partecipazione del 15,0%, mostrando un calo dell’1,1% rispetto alla sua partecipazione nel 2022. Questo, nonostante il Paese abbia 11 progetti interconnessi al Seni e 22 sarebbero prossimi all’integrazione, secondo il CNE.
Regione
A differenza dei paesi caraibici, l’America Latina è interconnessa non solo geograficamente, ma anche energeticamente, il che consente una maggiore stabilità dell’approvvigionamento. Ciò contribuisce anche ad una migliore integrazione delle fonti rinnovabili.

L’energia idroelettrica è la principale fonte di energia rinnovabile in destinazioni come il Paraguay, dove è abbondante. Produce infatti un surplus di elettricità che esporta in Argentina e Brasile. In totale, il 64% dell’energia idroelettrica è condivisa e contribuisce per il 6% al prodotto interno lordo (PIL).
La risorsa principale di questa energia idroelettrica, la diga di Itaipú, si trova tra il Paraguay e il Brasile ed è di proprietà congiunta di entrambi. La diga è responsabile del 79% della capacità elettrica totale del Paraguay.
La Costa Rica è un altro esempio. Dal 2014 funziona con almeno il 98% di energia rinnovabile. Sia in America che su scala globale, l’uso di energia verde del paese è estremamente elevato, guidato principalmente dall’energia idroelettrica. L’eolico rappresenta circa il 17,5%, il geotermico poco più del 13,5% e meno dell’1% con i pannelli solari. Nel caso del Brasile, l’86% proviene da fonti nucleari o rinnovabili.
Le statistiche sono contrastanti. La dipendenza della Repubblica Dominicana dal carbone e dal petrolio non solo la colloca tra i paesi meno “amici” dell’ambiente, ma anche tra i più inquinanti. Secondo i dati elaborati da Ember, un gruppo di esperti energetici, la Repubblica Dominicana è il paese che emette la più alta quantità di anidride carbonica equivalente in grammi per kilowattora di elettricità prodotta, pari a 581 gCO2eq/KWh, superato solo da Porto Rico ., Cuba o Trinidad e Tobago.
Tra i motivi che spingono la mezza isola a optare per il gas naturale come combustibile di transizione c’è la stabilità che offre per la fornitura di elettricità. Mentre le energie rinnovabili crescono, lo stoccaggio in batterie è diventato indispensabile ed è ora obbligatorio a seguito di una delibera del CNE che offre il servizio di arbitrato energetico dalle fonti primarie di Energia Rinnovabile Variabile (ERV).
Di conseguenza, le ultime concessioni del 2024, sia provvisorie che definitive, dispongono ora di questa risorsa, che promette di dare maggiore stabilità e crescita al settore energetico nonché la partecipazione alla generazione nazionale.
Concessioni rilasciate nel 2024
La Commissione Nazionale per l’Energia (CNE) ha pubblicato i più recenti concetti definitivi e provvisori per i progetti di energia solare nella Repubblica Dominicana. Tra i progetti finali, spiccano due con sistemi di accumulo a batterie: Fotovoltaica Santa Clara Energy Group, con una capacità di 84 MWp e 67,70 MWn, e Pimentel Energy, con una capacità di 151,88 MWp e 119,60 MWn.
Tra i progetti definitivi senza accumulo figurano invece il Parque Solar Tornaso, con 70 MWp e 48,29 MWn, e il Parque Solar Girasol I, con 60 MWp e 48,29 MWn. Per quanto riguarda le progettazioni provvisorie sono state concesse concessioni sia con deposito che senza.
Quelli con accumulo sono Watsol Energy, con 78,54 MWp e 64 MWn, Guayubín Solar I, con 71.547 MWp e 44,68 MWn, e Parque Caribe Solar, con 123.127 MWp e 99,90 MWn. Mentre tra quelli provvisori senza stoccaggio figurano il Parque Solar Dominicana Azul II, con 124.176 MWp e 96,80 MWn, e il Parque Solar Eco Norte, con 7,5 MWp e 6,27 MWn.
da eldinero.com.do
