Il “Deep State”
Se ne discute molto di questi tempi: “lo Stato profondo”, lo Stato nello Stato…lo Stato che comanda…
Che cos’è? , non si sa molto bene… ma si sa che che non è “ virtuale”, è “reale”… o no ?
Lasciamo il dibattito agli esperti, loro hanno tutti gli elementi per definire se effettivamente esiste o no, se condiziona o pretende condizionare la nostra vita utilizzando i governi ufficialmente eletti; noi invece ci dovremmo limitare… (”limitare” che termine limitativo per un argomento tan enorme!) ci dovremmo limitare, dicevamo, a far una domanda chiara e secca:
“Occorre un Deep State”?, È necessario? È positivo? È negativo? È risolutivo per le sorti dell’umanitá? e, soprattutto, se esistesse, dovrebbe essere “deep” o “elevated”?. Qui la risposta è facile e semplice, nascerebbe deep per poi passare ad elevated.
Navighiamo in questo mare di incognite e vediamo che le democrazie nel mondo sono intorno al 20%, poche ma potentissime con un 80% restante tumultuoso, agitato, non stabile e primavere o non primavere, lontani dai canoni prestabiliti della democrazia.
Si aggiunga che l’aspirazione ufficiale (!?) di quel 20% é che il restante 80% si avvicini ai suoi standard, quindi giù, a testa bassa, a lavorare per raggiungere questo obiettivo. C’è chi, invece, malignamente, ci legge dominio, sfruttamento, interessi.”… Beh si, certo… non siamo santi! Ma, si dice, “comunque lo si fa a fin di bene”. E vai con l’ipocrisia del “politically correct”!.
Per ultimo, c’è un numero che dovrebbe far riflettere: siamo 7 miliardi e fra non molto possiamo arrivare a 10. Come si governano 8 mld. di persone non “democraticamente organizzate” e come si governano 2 mld. di persone che, invece, lo sono, e quindi con cervelli propri contenenti un “mal inteso” senso di libertá? Dove c’è posto per i diritti, ma non tanto per i doveri.
La conclusione sembrerebbe quindi essere “Avanti con il deep state”… Ma allora dove va a finire il concetto di Libertá cosi faticosamente raggiunto dall’Homo Sapiens (lo é?) ?.
Ai posteri l’ardua sentenza. (A. Manzoni)
