Il vino, il turismo e la storia
Il vino deve essere passione ed abbracciare la storia e l´arte.
La mia passione per il vino ed il cibo nasce moltissimi anni fa, circa 62 .
Essendo di famiglia povera, passavo il tempo delle vacanze scolastiche dai miei nonni, in una fattoria a Campagnolo, una frazione del Comune di Cavriana, nella provincia di Mantova.
É una zona collinare di origine morenica dove certamentye la produzione del vino di quei tempi non era paragonabile a quella dei giorni nostri.
Quanto ai vini dei colli morenici mantovani non c’è che l’imbarazzo della scelta. Conviene partire dai rossi. Qui i vitigni principe sono il merlot e il cabernet, spesso assemblati in tagli di stile bordolese, con modesti apporti di altre varietà tradizionali ma ormai quasi in via di estinzione, come rondinella, negrara e molinara.
Non mancano le vinificazioni in rosato, per la produzione di chiaretto, mentre sempre più diffuso per i prodotti di punta delle diverse cantine, è l’affinamento in legno.
Quanto ai bianchi, un tempo sulle morbide colline moreniche dominavano i trebbiani, il tocai e la garganega. Oggi, invece, a farla da padroni sono chardonnay, pinot bianco e pinot grigio, anche se non mancano il sauvignon blanc e la stessa garganega. Anche in questo caso, per i prodotti più di prestigio, non si disdegna il passaggio in legno.
Negli ultimi trent’anni ha via via preso piede la produzione di spumanti brut, per la maggior parte a base di chardonnay, ma con utilizzo anche del pinot nero vinificato in bianco.
Ultimi, ma non per importanza, i vini passiti. Un prodotto di lunga tradizione riscoperto di recente e sul quale si punta molto. Non a caso Volta Mantovana ospita ogni anno, a fine aprile, una mostra nazionale dei vini passiti e da meditazione.
Certamente le vie del vino non servono solo alla conoscenza del vino stesso ma devono essere un ottimo mezzo per far conoscere i nostri capolavori d`arte. Ad esempio in questa frazione possiamo ammirare la piccola chiesetta di S.Anna, un edificio del 1700.
All`interno vi sono bellissimi affreschi, un altare meraviglioso in marmo e, dietro ad esso, è situato lo spazio dedicato ai Cantori.
Avvicinandoci ed entrando in Cavriana, un piccolo paesino medioevale di cui sono rimaste parte della cinta muraria e la torre trasformata in Torre Campanaria, troviamo Villa Mirra Siliprandi (foto). Datata del XIII secolo, sorge ai piedi di un campanile che fu in passato la torre angolare della rocca dei Gonzaga distrutta nel 1771. Si compone di una struttura che si spinge sul pendio collinare che porta, attraverso il parco della villa, sia al centro di Cavriana sia ai resti del castello di questo paese.
Il complesso è formato da più parti, nelle quali si ricordano il nucleo cinquecentesco, dove ora è il Museo Archeologico dell’Alto Mantovano, il giardino della villa, il giardino pensile ed un camminamento che porta alla torre medievale.
L’edificio divenuto proprietà del Comune di Cavriana nel 1976, ospita manifestazioni culturali, convegni e mostre.
Calici di storia
Le “pergole cariche di rarissime e perfette uve” e i “vini preziosissimi portati con bellissimo ordine in vasi tutti d’argento” avevano fatto breccia persino nel cuore della sofisticata e capricciosa Isabella d’Este che li decantò nelle lettere di viaggio del settembre 1535, quando visitò Cavriana e il vicino lago di Garda.
Ma il rapporto fra il Mantovano e la vite ha radici ancor più antiche. Tracce di vinaccioli sono state rilevate negli scavi delle palafitte preistoriche di Bande di Cavriana.
Anche qua si sono formati ormai da tempo agriturismi, immersi nello splendore di paesaggi estremamente rilassanti: Un esempio è l`Azienda Vinicola Cattani dove i suoi 35 ettari si trasformano in poesia che i nostri sensi possono percepire; una poesia che crea 20 tipi di vini.
L’Azienda Vinicola mette a disposizione il suo Bed & Breakfast per chi volesse ammirare la bellezza di questi paesaggi poetici ed anche per poter rendersi conto delle bellezze storiche locali.
Quello che ho raccontato non è altro che una piccolissima parte di quello che si puo ammirare nel Bel Paese, partendo da Nord fino alla punta estrema dell`Italia. Quindi il vino non è solo il Nettare degli dei ma anche un grande veicolo per farci conoscere le bellezze storiche del nostro Paese.

5 Luglio 2020 @ 01:42
Bel articolo Ben fatto Augusto!