In Ghana gli spaghetti diventano “talia”: passione per la pasta e svolta nella produzione locale

In Ghana gli #spaghetti non sono più soltanto un prodotto importato: sono entrati a pieno titolo nelle abitudini alimentari del Paese, tanto da essere ribattezzati con un nome locale, “Talia”, chiaro richiamo all’Italia e alla sua tradizione culinaria.
Negli ultimi anni il consumo di pasta è cresciuto in modo significativo, diventando parte integrante anche della cucina quotidiana. Gli spaghetti vengono spesso preparati con salse speziate, verdure, carne o pesce, ma anche affiancati a piatti tipici come il waakye, a base di riso e fagioli, in alcune varianti persino sostituito proprio dalla pasta.
Questo successo ha spinto il governo guidato dal presidente John Dramani Mahama a intervenire con una misura concreta: limitare l’importazione di spaghetti via terra per favorire la produzione nazionale e rafforzare l’industria locale.
La decisione si inserisce in un progetto più ampio che vede la nascita di un grande stabilimento nella zona di Kpone, vicino ad Accra. L’impianto, realizzato grazie a investimenti internazionali, utilizza tecnologie e macchinari italiani, a conferma del ruolo centrale del know-how del nostro Paese nel settore.
Per l’Italia si tratta di un segnale interessante: da un lato, la diffusione globale della pasta continua a rafforzare il valore della tradizione gastronomica italiana; dall’altro, le nuove politiche del Ghana potrebbero ridurre la presenza dei prodotti importati, incidendo anche sui marchi italiani esportati attraverso i Paesi vicini.
Quella degli spaghetti in Ghana è quindi una storia di contaminazione culturale ed evoluzione economica: un simbolo della cucina italiana che, adattandosi ai gusti locali, diventa parte di una nuova identità alimentare.
