In missione dove? La senatrice La Marca e il grande tradimento agli italiani all’estero
Mentre il Senato approvava il famigerato Decreto Tajani sulla cittadinanza – un provvedimento che taglia diritti storici agli italiani nel mondo – solo uno dei tre senatori del Partito Democratico eletti all’estero ha avuto il coraggio di votare contro.
E gli altri due? La senatrice Francesca La Marca era “in missione”, ci dicono. Ma in missione dove, senatrice? Che impegno può mai essere più urgente del difendere i diritti fondamentali di quegli italiani all’estero che l’hanno eletta?
Di Crisanti nessuna traccia. Italia Viva? Solo tre voti contrari. Movimento 5 Stelle? Appena 16 su 26.
Una valanga di assenze strategiche, che hanno permesso a un decreto restrittivo e discriminatorio di passare con appena 81 voti favorevoli, in un’aula semivuota. Il provvedimento non è passato per merito della maggioranza, ma grazie all’assenza complice di chi avrebbe potuto fermarlo e ha preferito scomparire.
E mentre chi doveva esserci non c’era, il MAIE ha fatto il suo dovere. Presente, coerente, coraggioso. Ha votato contro, ha difeso gli italiani all’estero, ha portato avanti una battaglia vera. Senza sottrarsi, senza scuse, senza “missioni” improvvise.
Ora i soliti noti si affretteranno a giustificarsi, a parlare di “altre priorità”. Ma nessuno ci toglie dalla testa il sospetto che questa “missione” fosse più comoda del prendersi le proprie responsabilità davanti agli elettori.
Gli italiani all’estero meritano rispetto, non silenzi. E soprattutto, meritano rappresentanti presenti. Non fantasmi in missione.
