Italia, regina d’Europa: trionfo nell’atletica e 43 medaglie nel nuoto
Due settimane da ricordare per lo sport italiano. Gli Europei di atletica di Birmingham e quelli di nuoto di Parigi si sono conclusi con un bilancio straordinario per gli azzurri.
Nell’atletica l’Italia ha conquistato il primo posto nel medagliere, con 22 medaglie: 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi. Nel nuoto è arrivato il secondo posto nel medagliere per ori, ma con un dato ancora più impressionante: 43 medaglie complessive, frutto di 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi.

Un doppio risultato che conferma la straordinaria crescita dello sport azzurro.
L’oro che ha fatto esplodere Birmingham
L’ultima serata dell’atletica ha regalato all’Italia due vittorie fondamentali.
La prima porta il nome di Larissa Iapichino, campionessa europea del salto in lungo con un fantastico 7 metri esatti.
Una finale combattutissima, nella quale le prime tre atlete sono state separate da appena due centimetri: 7,00 per l’italiana, 6,99 per la britannica Jazmin Sawyers e 6,98 per la francese Hilary Kpatcha.
Per Iapichino, figlia della grande Fiona May, il successo ha avuto un significato ancora più particolare: è arrivato proprio in Gran Bretagna, il Paese della madre e davanti a una parte della sua famiglia.
Un oro europeo dal valore doppio.
La staffetta che ha gelato Birmingham
Poi è arrivata la grande impresa della 4×400 maschile.
Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati hanno conquistato l’oro davanti alla Gran Bretagna, proprio nella gara che i padroni di casa consideravano una delle più importanti della serata.
Un successo storico: l’Italia non aveva mai vinto la staffetta 4×400 maschile agli Europei.
Ma quella vittoria valeva anche qualcosa in più.
Era l’oro che permetteva agli azzurri di superare proprio la Gran Bretagna e chiudere al primo posto il medagliere dell’atletica.
Una beffa sportiva per i padroni di casa, ma una festa enorme per l’Italia.
Il nuoto azzurro chiude con 43 podi
Se Birmingham ha regalato il primato nel medagliere, Parigi ha mostrato invece la profondità del movimento italiano del nuoto.
Gli azzurri hanno concluso gli Europei con 43 medaglie, un numero impressionante: 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi.
La Gran Bretagna ha conquistato un oro in più e quindi il primo posto nel medagliere, ma l’Italia è stata nettamente davanti per numero complessivo di podi.
E tra le protagoniste assolute c’è stata naturalmente Sara Curtis, capace di stabilire per due volte il record del mondo nei 50 dorso e di conquistare l’oro europeo.
Ma non è stata l’unica grande protagonista.
La tripletta di Simona Quadarella
L’ultima giornata di Parigi ha avuto come protagonista Simona Quadarella.
La romana ha conquistato il suo terzo oro europeo nella manifestazione, questa volta nei 400 metri stile libero, dopo i successi negli 800 e nei 1500.
Un’autentica tripletta.
Per Quadarella si tratta dell’undicesimo titolo europeo individuale e del terzo tris di ori consecutivi agli Europei, dopo quelli del 2018 e del 2021.
Numeri che raccontano meglio di qualsiasi aggettivo la longevità e la continuità di una delle più grandi nuotatrici italiane.
Una squadra tra esperienza e giovani talenti
Il dato forse più incoraggiante di questi Europei è proprio questo.
L’Italia non dipende più da una sola generazione di campioni.
Accanto ad atleti ormai affermati stanno crescendo giovani capaci di conquistare medaglie e record mondiali.
Curtis ne è l’esempio più evidente.
Iapichino rappresenta un’altra generazione destinata a essere protagonista ancora a lungo.
E dietro di loro c’è un movimento sempre più competitivo.
È questa combinazione tra esperienza e gioventù che permette all’Italia di guardare con fiducia ai prossimi grandi appuntamenti internazionali.
Un’Italia che ha imparato a vincere
C’è un elemento che colpisce particolarmente.
Gli azzurri non hanno semplicemente raccolto qualche medaglia.
Hanno vinto quando era necessario vincere.
La 4×400 ha conquistato l’oro nell’ultima gara decisiva per il medagliere.
Iapichino ha resistito alla pressione in una finale del lungo decisa da centimetri.
Quadarella ha completato una tripletta europea.
Curtis ha battuto due volte il record del mondo in appena due giorni.
Sono prestazioni diverse, in discipline diverse, ma hanno qualcosa in comune:
la capacità di reggere la pressione nei momenti decisivi.
L’Italia dello sport guarda avanti
Gli Europei di Birmingham e Parigi si chiudono dunque con un’immagine molto positiva dello sport italiano.
Primi in Europa nell’atletica.
Secondi nel nuoto per medaglie d’oro, ma primi per numero complessivo di podi.
E soprattutto una squadra che continua a produrre campioni.
Per gli italiani che vivono all’estero è anche un motivo in più per guardare con orgoglio alla bandiera azzurra.
Perché dietro ogni medaglia non ci sono soltanto un atleta e una gara.
Ci sono anni di sacrifici, allenamenti, famiglie, società sportive, allenatori e una macchina sportiva che spesso lavora lontano dai riflettori.
Questa volta, però, i riflettori sono tutti sull’Italia.
Da Birmingham a Parigi, gli azzurri hanno fatto vedere all’Europa che l’Italia sa ancora essere protagonista.
E forse la notizia più bella è che non sembra affatto un punto di arrivo.
