Italiani all’estero, il CGIE si riunisce a Roma: cosa cambia per chi vive fuori dall’Italia
Da oggi al 30 settembre il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) si riunisce alla Farnesina. Per chi vive fuori dall’Italia non è però una riunione soltanto istituzionale: sul tavolo ci sono alcuni dei problemi che i connazionali incontrano concretamente ogni giorno, dal voto ai Com.It.Es. fino ai servizi consolari, dalla cittadinanza alla tutela degli italiani in difficoltà.
Il momento è particolarmente importante perché il 4 dicembre 2026 si voterà per il rinnovo dei Com.It.Es., gli organismi che rappresentano le comunità italiane nei rapporti con ambasciate e consolati.

Com.It.Es.: attenzione alla scadenza del 4 novembre
Per molti italiani all’estero la prima questione concreta è proprio il voto.
Alle elezioni dei Com.It.Es. il plico elettorale non arriva automaticamente a tutti gli aventi diritto, come avviene invece per le elezioni politiche e i referendum.
Chi vuole votare deve essere residente e iscritto all’AIRE nella circoscrizione consolare da almeno sei mesi e deve chiedere espressamente di essere inserito nell’elenco degli elettori.
Per le elezioni del 4 dicembre 2026 la richiesta deve arrivare al proprio consolato entro il 4 novembre.
È probabilmente questo il messaggio più importante per i lettori: essere iscritti all’AIRE non basta, se si vuole votare ai Com.It.Es.
Le modalità per presentare la richiesta possono variare da una sede consolare all’altra. L’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, per esempio, indica la possibilità di consegnare il modulo personalmente oppure inviarlo per posta o per posta elettronica, allegando la documentazione richiesta.
Perché i Com.It.Es. contano nella vita quotidiana
I Com.It.Es. non sono parlamenti locali e non sostituiscono ambasciate e consolati.
Sono però organismi di rappresentanza della collettività italiana e hanno il compito di mantenere il collegamento tra la comunità e la rete diplomatico-consolare, favorendo anche iniziative culturali e sociali e la tutela degli interessi dei connazionali.
Per chi vive all’estero, quindi, possono rappresentare un punto di riferimento per segnalare problemi che riguardano la comunità: servizi consolari, assistenza, lingua italiana, nuove generazioni, anziani, lavoro e rapporti con le istituzioni.
Non possono risolvere direttamente una pratica di passaporto o cittadinanza, ma possono portare le problematiche della comunità al confronto con le istituzioni.
Il problema dei consolati: meno burocrazia e più servizi online
Un altro punto centrale della riunione del CGIE riguarda i servizi consolari e la loro digitalizzazione.
È uno dei temi più sentiti dagli italiani all’estero: ottenere un documento, aggiornare una posizione anagrafica, registrare un atto di stato civile o affrontare una pratica di cittadinanza può richiedere tempi e procedure differenti a seconda della sede.
Il CGIE discuterà con la Direzione generale per i servizi ai cittadini all’estero anche delle modalità per rendere più efficienti questi servizi.
La digitalizzazione è particolarmente importante per chi vive lontano dalla capitale o dalla sede consolare.
Per un italiano che abita a poche ore di distanza da un consolato il problema può essere gestibile. Per chi vive in un’isola caraibica, in una zona rurale o a centinaia di chilometri dalla sede diplomatica, una procedura che può essere completata online significa evitare un viaggio, una giornata di lavoro persa e costi aggiuntivi.
È proprio per questo che il CGIE ha chiesto anche di ampliare l’utilizzo di strumenti digitali come Fast It e di ridurre, quando possibile, l’obbligo della presenza fisica presso gli uffici consolari.
Cittadinanza: un tema che riguarda soprattutto le nuove generazioni
Sul tavolo ci sarà anche la legge sulla cittadinanza.
Il tema interessa in modo particolare le grandi comunità italiane dell’America Latina, dove milioni di persone hanno origini italiane e dove le nuove regole hanno prodotto conseguenze importanti per chi cerca di ottenere o mantenere il riconoscimento della cittadinanza italiana.
Il CGIE discuterà quindi anche dell’impatto della normativa e delle questioni che arrivano dalle comunità attraverso Com.It.Es. e associazioni.
Per molte famiglie non si tratta di una questione astratta: può significare la possibilità per figli e nipoti di mantenere un legame giuridico con l’Italia, oppure la necessità di chiarire quali documenti siano necessari e quali diritti possano essere esercitati.
Non soltanto pratiche: cosa succede agli italiani in difficoltà
C’è poi un aspetto meno conosciuto del lavoro del CGIE: la situazione dei connazionali che si trovano in condizioni particolari.
Durante la riunione verranno affrontate anche le situazioni degli italiani presenti in zone di guerra, aree colpite da calamità naturali o istituti penitenziari.
In questi casi la distanza dall’Italia può diventare un problema concreto. La rete diplomatica e consolare rappresenta infatti il principale punto di riferimento istituzionale per il cittadino che si trova in difficoltà all’estero.
Anche la Repubblica Dominicana è direttamente interessata
Per gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana il tema è particolarmente concreto.
L’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo ha già pubblicato le istruzioni per le elezioni dei Com.It.Es. e ricorda che la richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale deve essere presentata entro il 4 novembre 2026.
Significa che chi vuole partecipare al voto di dicembre ha ancora tempo, ma non deve aspettare l’arrivo del plico: deve attivarsi personalmente per essere inserito nell’elenco degli elettori.
È uno degli esempi più chiari di come una decisione presa a Roma possa avere una conseguenza molto concreta anche a Santo Domingo.
Il CGIE e le questioni degli italiani nel mondo
Il Comitato di Presidenza del CGIE affronterà inoltre la preparazione della prossima Assemblea plenaria, prevista dal 23 al 27 novembre e destinata a essere l’ultima dell’attuale consiliatura. Il 30 settembre, alla Farnesina, è previsto un punto stampa al termine dei lavori.
Per i cittadini italiani residenti all’estero, però, il valore di questa riunione si misura soprattutto su questioni molto meno istituzionali: quanto sarà facile votare, quanto tempo servirà per ottenere un documento, quanto sarà possibile svolgere una pratica online, come verranno gestite le richieste di cittadinanza e cosa succederà quando un italiano all’estero avrà bisogno di aiuto.
Sono questi, alla fine, i temi che determinano il rapporto quotidiano tra gli italiani nel mondo e lo Stato italiano.
