“Jîn Jîyan Azadì – Ritratto di Donna Negata”, il libro di Giulia e Antonello Anzani, dedicato alle donne iraniane
È sempre con cura e attenzione che scrivo di argomenti estremamente particolari che trasudano storia, ancorché imbevuta di maltrattamenti, abusi e crimini contro la libertà.
So che un giorno tutti gli iraniani e le iraniane troveranno la loro strada per la giustizia e la loro libertà che meritano da sempre. E questo è il racconto che parla di una donna, che non si arrenderà mai, come le ragazze iraniane che gridano per strada da generazioni e sarebbe ora che il mondo le ascoltasse. Un’intera generazione che ha perduto la sua innocenza e la sua giovinezza e che ormai ne ha abbastanza di tutto, di essere controllata, di essere repressa, di essere prigioniera per quello che indossa, per quello che dice e per chi ama.
*Riceviamo dagli autori e pubblichiamo con particolare, affettuosa e sentita partecipazione.
•Si è tenuta presso la Sala degli Specchi del Comune di Frascati, alle ore 18 di venerdì 6 ottobre, la presentazione di Jîn, Jîyan, Azadì – Ritratto di Donna Negata, libro scritto da Giulia e Antonello Anzani dell’Associazione Culturale Pagina114, ispirato dal quadro Ritratto di Donna Negata (ma l’anima vola libera) dell’artista Antonella Iris De Pascale. Con la presenza di Alessandro Giansanti di Agarte – Fucina delle Arti, e di Paola Gizzi, delegata alle pari opportunità.
Nella bella e raccolta sala del Comune, davanti a un capannello di gente, inizia a parlare Alessandro Giansanti, organizzatore dell’evento che ha da subito preso a cuore questo progetto. Presenta l’iniziativa: un lavoro a più mani che è commistione di arte e scrittura, una collaborazione tra Agarte e Pagina114 appena nata ma già così fruttuosa.
Segue l’intervento di Antonella Iris De Pascale, che racconta la genesi del quadro. Nel 2016, a seguito di un viaggio in Marocco, quella Donna Negata racconta le sue sensazioni insolite e travolgenti.
De Pascale narra brevemente ai presenti della sua avventura, e del disagio provato nello stare a capo scoperto tra la folla di donne di cui si scorgevano solo affascinanti e profondi occhi. Il titolo dell’opera nasce proprio dalla sensazione di negazione provata dall’artista in quel contesto. Le presenze che fluttuano davanti alla sua Donna Negata rappresentano l’anima: quella non si può imprigionare.
L’opera è presente in sala sia nella versione originale che in una seconda versione, quella che ha ispirato gli scrittori. Si tratta di un dettaglio della Donna riproposto su mattonelle. A questo punto inizia l’intervento di Antonello Anzani che racconta come, nel pieno autunno delle sommosse in Iran, durante una cena in questa parte di mondo fortunata, abbia notato quel quadro. O meglio: le fughe del quadro davanti al volto della Donna.
Delle sbarre quasi invisibili, se non guardate con attenzione; un po’ per l’effetto ottico, un po’ per la distrazione con cui spesso si osserva la realtà.
Da lì, da quel dettaglio, un lungo lavoro ha portato alla produzione dello scritto a quattro mani.
Tre frammenti del libro sono letti da Giulia Anzani, nella commozione generale. Come è già spiegato nella sinossi di Amazon, è il racconto di una giovane donna occidentale che, per motivi di studio, si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. O forse no… questa coincidenza potrebbe portarla a nuove consapevolezze, a una riscoperta del mondo e di sé. ‘’Il breve racconto che, eventualmente, state per leggere è nato nell’attesa di una cena. Eravamo a casa di Antonella Iris De Pascale, a seguito della sua prima esposizione in collaborazione con Agarte, e il discorso si è spostato sul suo quadro chiamato ‘Ritratto di Donna negata’. È venuta così l’idea di creare un racconto attorno a quell’opera così suggestiva. Un incontro che è commistione di due arti, pittura e scrittura, che anche da sole spiegano il mondo. Insieme sono potenza.
La protagonista che abbiamo creato, è una giovane adulta vogliosa di esplorare il mondo e che vuol fare dei suoi viaggi un lavoro di studio e conoscenza. L’aspirante archeologa si troverà però invischiata in qualcosa molto più grande di lei, un modo di vivere sconosciuto alla maggior parte degli occidentali. Imparerà molto da tutte le persone che incontrerà nel suo percorso e farà tesoro di quest’esperienza unica nel suo genere’’.
“Jîn Jîyan Azadì” nasce dal quadro di Antonella ed è un racconto ispirato a fatti veri noti a tutti. È dedicato alle donne iraniane che non hanno abbassato la testa mai, ma anzi l’hanno alzata e mostrata senza veli e senza paure. È dedicata agli uomini iraniani, quelli coraggiosi e forti che non hanno esitato a spalleggiare le proprie sorelle. È dedicata a chi combatte contro un sistema repressivo e violento. A chi combatte in direzione ostinata e contraria, a chi ama più gli esseri umani che l’umanità, a chi è fatto di fragilità e non di certezze, a chi ha davanti a sé un mondo migliore da realizzare. Il libro, spiegano gli autori, può essere letto nell’ordine che si preferisce: hanno infatti deciso di non numerare le pagine per dare a chi legge la libertà di fruire dell’opera in modo arbitrario.
Conclude Paola Gizzi con i saluti della Sindaca, dichiarando che temi come libertà e negazione dei diritti dovrebbero essere affrontati fin dalla tenera età e propone di portare lo stesso Jîn, Jîyan, Azadì – Ritratto di Donna Negata nelle scuole per permettere alle fasce più giovani di riflettere su questi argomenti delicati ma fondamentali. “Si è svolto un interessante evento’’ – ci dice Paola Gizzi – ‘’dal bellissimo quadro di Antonella Iris De Pascale, l’idea di Giulia e Antonello Anzani di scrivere un racconto… Un racconto da un tema forte, un racconto che ti toglie il fiato come un pugno nello stomaco. Dedicato alle donne iraniane … Perché non dobbiamo spegnere i riflettori, perché dobbiamo sempre e comunque parlarne.”
Amazon.it: Jîn Jîya Azadì: Ritratto di Donna Negata – Libri – Amazon.it https://www.amazon.it/J%C3%AEn-J%C3%AEya-Azad%C3%AC-Ritratto-Negata/dp/B0CJLCV5X5
