Lago di Garda: siccità record
Passano le settimane, ma nonostante le precipitazioni i livelli delle acque del lago di Garda stentano ad aumentare. Al termine dell’ultima problematica stagione irrigua, le istituzioni confidavano nell’autunno, la stagione da sempre considerata delle piogge, per mettere acqua in cassaforte in vista dei mesi più caldi. Ma così non è stato. Lo sguardo è rivolto alle prossime settimane, le ultime a disposizione, confidando soprattutto nel disgelo di un (si spera) denso manto nevoso affinché si possano alimentare gli affluenti che poi invaseranno il lago. «Se entro metà aprile, il lago non riuscirà ad assestarsi almeno a +90 centimetri sopra lo zero idrometrico, potremo essere costretti a fare i conti con ulteriori difficoltà rispetto a quelle riscontrate nel 2022», ha affermato sabato pomeriggio senza tanti giri di parole il vice presidente della Comunità del Garda Filippo Gavazzoni in occasione dell’assemblea annuale dell’ente comprensoriale.
Come già anticipato, la scorsa estate la Comunità del Garda ha proposto una revisione dell’attuale legge del 1965 da cui derivano le modalità di regolazione e utilizzo delle acque del Garda, soprattutto per quanto riguarda l’uso umano in considerazione anche delle difficoltà di pescaggio riscontrate la scorsa estate nelle stazioni di San Felice e Manerba». Acqua ad uso idropotabile che, con i cambiamenti climatici in atto, sarà sempre meno. «Non si possono anteporre gli usi turistici a quelli idropotabili – ha sottolineato anche il segretario generale della Comunità del Garda Pielucio Ceresa, facendo sue le considerazioni del presidente di Garda Uno Mario Bocchio sui problemi alle captazioni dal lago con un livello delle acque a -30 centimetri -: ricordo che A2A ha messo in cantiere di portare a Brescia l’acqua del Garda e in futuro il bacino diventerà sempre più a uso idropotabile». Ma con queste premesse di crisi idrica ogni progetto diventa complesso da attuare e la sete, dopo i campi, potrebbe affliggere le persone.
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