Laura Ferretti, un astro nascente nel mondo dell’Arte
Neo pittrice che in poco tempo si è affermata, per il suo inequivocabile talento, tra le artiste più interessanti del momento. Laura Ferretti, ha l’agenda fitta di eventi. Dal 7 al10 settembre prossimi esporrà 8 dipinti nella splendida cornice del Castello Baronale di Acerra, Napoli, in un esclusivo evento di Arte e Cultura organizzato da ilTelevisionario2. Uno dei suoi dipinti più belli, Airone Vanitoso, sarà in video visione al popolarissimo Teatro Ariston di Sanremo dal 14 al 17 settembre prossimi. Altro appuntamento imperdibile dal 27 ottobre al 7 novembre espone, “Airone Vanitoso” nella prestigiosa Galleria Margutta nel cuore di Roma. Questi gli appuntamenti che possono essere resi noti, altri ancora sono top secret, ma posso anticipare che la Ferretti sarà prossima a spiccare il volo per il Medio-Oriente.
Al talento dell’artista si unisce la donna ricca emozioni con un vissuto a tratti importante e pesante, tutti ingredienti che la rendono una ragazza straordinaria.
Con quali criteri scegli i soggetti da dipingere?
L’ispirazione deriva da tutto ciò che vedo e che mi desta interesse. Che mi entra nell’anima. Quel bello che non puoi dimenticare. Possono essere foto, di qualsiasi genere, o paesaggi che vedo e ho visto durante i miei viaggi. Inoltre, oggi abbiamo la fortuna di poter accedere al web viaggiando attraverso il mondo stando a casa propria raccogliendo attimi stupendi che io cerco poi di fare miei . Amo molto la natura in generale ma ho molta varietà di gusti. Mi attirano moltissimo anche i costumi di altri paesi e a tutto ciò si aggiunge la mia l’immaginazione.
Quale significato ha per te la pittura?
Il più grande significato è assentarmi dal mondo reale. Come se fosse una sorta di meditazione.
È mettermi alla prova nel fare ciò che più mi piace e in qualche modo superare le paure. Alla fine di ogni dipinto lo guardo per molto tempo e penso che anche questa volta ci sono riuscita ma, a tal proposito, aggiungo che ogni dipinto deve appagare i miei sensi. Devo sentirlo mio. Solo allora posso ritenere ultimato il mio dipinto. . È una questione tra me e lui, o meglio dire, tra me e me. È una sorta di specchio. Come quando ci guardiamo e stiamo bene se siamo in ordine, quindi a posto con noi stessi.
Non hai mai pensato di esprimerti in altre forme d’arte come la scultura o la fotografia?
Si certo! A parte la fotografia e la scultura , mi diverto anche creare dei pezzi con materiali da reciclo come, ad esempio, lattine che si trasformano in fiori , raggi di bicicletta, gettati per l’usura, che si riempiono di rose. O bancali che diventano fioriti.
Tanti oggetti destinati alla loro “fine” possono essere portati a nuovo e rivestiti di nuova vita.
Come molti grandi nomi del passato anche per te la pittura è stata una forma di espressione di un periodo travagliato. Ci puoi raccontare qualcosa?
Assolutamente si. Come tutti del resto, anche io non sono stata esclusa da varie esperienze di sofferenza.
C’è stato un periodo in particolare all’inizio di quest’anno che è stato molto carico di emozioni dolorose. Stavo proprio perdendo di vista me stessa. Ma questo passaggio è ciò che mi ha permesso un giorno di svegliarmi e riprendere con ciò che avevo nascosto dentro di me. La mia più grande passione. Da quel momento tutto è cambiato.
Ribadisco spesso che… “non tutti i Mali vengono per nuocere”.
Sei una donna dolce dotata di una grande grinta e questo si percepisce nei tuoi dipinti.
Si può affermare che la pittura rappresenta una forma di meditazione ed un incontro con te stessa?
Certamente! Come già accennato in precedenza, entro in un tempo che non esiste. La mente si svuota. Non c’è spazio per nient’altro.
Ci sono solo io, la tela, i colori… I pennelli. Piano piano, pezzo per pezzo osservo cosa faccio …. E mi vedo nel dipinto, perché sono io che con la mia mente attraverso la mia mano ho trasferito qualcosa di me. Ogni volta diversa o ogni volta una sfida. Sicuramente è un “buttar fuori”. Non è solo questione di gusto. È l’intenzione di un individuo che riesce e ha la fortuna di possedere un linguaggio pittorico.
Molti altri invece utilizzano altre forme d’arte, ma la ritengo un’ espressione di sensibilità.
Cosa provi quando dipingi?
Provo senzazioni tra il nulla, inteso come senso di pace e assenza di tempo e forte senzazioni di soddisfazione, più nello specifico di riempimento.
Quando hai per la prima volta preso in mano il pennello?
Ero alle medie. Gli anni in cui si inizia a studiare Artistica. Da subito ho mostrato grande interesse e buoni risultati. Ricordo un aneddoto che mi fa ancora molto ridere. Un anno per le vacanze di Natale non essendo riuscita ad ultimare i compiti ho recuperato un disegno di mio fratello e l’ho portato!! Ricordo ancora la prof che mi guardò e mi disse…..” Ma chi l’ha fatto questo?” . Io onestà e sorridente le dissi la verità. Lei disse solamente…. “ah acco!!!”Appunto!” Mi fece ridere molto e lo ricordo con dolcezza.
Sono molte le persone che credono nel tuo talento?
Si. Amici, parenti… Loro più di me!!!!
Quali sono i tuoi obiettivi?
I miei obiettivi sono ben chiari.
Non essendo mai stata ambiziosa ti rispondo che i miei obiettivi si rinchiudono in una sola parola parola : UN SOGNO. IL MIO!
