L’avvenimento della settimana: freddato a soli 15 anni in un regolamento di conti
Napoli è una città complicata. Complicata da vivere e da comprendere. Tra le tante contraddizioni che, comunque sia, contribuiscono alla sua unicità, c’è la criminalità che, senza rimorsi, sporca le tante bellezze che nel corso dei secoli hanno fatto innamorare un numero incalcolabile di artisti, autorità, sportivi e intellettuali. L’ultima mostruosità della città di Totò, Bud Spencer, Luciano De Crescenzo, Paolo Sorrentino e Maddalena Cerasuolo (solo per citarne alcuni) è l’assassinio del quindicenne Emanuele Tufano, ucciso nel corso di una sparatoria. I suoi assassini? Per gli inquirenti potrebbero essere due coetanei. Sì, le vicende raccontate ne “La paranza dei bambini” hanno lasciato le pagine del romanzo di Roberto Saviano per riempire quelle della cronaca nera.
Freddato con un colpo di pistola alla schiena davanti la chiesa di Santa Maria alla Scala. Questa è la triste fine di un ragazzino di 15 anni cresciuto troppo in fretta. La polizia, coordinata dalla Dia assieme alla Procura di Napoli e quella dei Minori, ha interrogato per ore i due principali sospettati: due minorenni – individuati attraverso le riprese delle telecamere piazzate su alcuni negozi – di 15 e 17 anni. L’ipotesi più convincente tra quelle al vaglio degli inquirenti è che il ragazzino sia stato eliminato per un regolamento di conti tra paranze rivali interessate al controllo di una delle piazze di spaccio più importanti della città (ma non si esclude neanche la pista che condurrebbe a una vendetta per uno scooter rubato).
La storia di Emanuele è una delle tante che non vorremmo raccontare, ma che, con dolore, siamo costretti a riportare.
Figlio di un noto ristoratore della zona, Emanuele era descritto da tutti come un bravo ragazzo dotato di talento nel disegno. Era studente di mattina e apprendista meccanico in un’officina nel pomeriggio. Tuttavia, gli impegni, la famiglia e gli amici, non sono riusciti a tenerlo lontano dalle cattive compagnie e dalla parte peggiore della città che gli ha dato i natali. E così, laddove la poesia di Johan Wolfgang van Goethe concepì il detto “Vedi Napoli e poi muori”, oggi troviamo paura, dolore, pessimismo e una nuova giovane vita da piangere e rimpiangere.
