L’ex presidente del Boca Juniors Angelici omaggia le sue origini marchigiane producendo vino
“Per tutti è e sarà sempre “El Tano” Angelici, con chiaro riferimento alle sue origini italiane. Daniel Angelici, ex presidente del Boca Juniors dal 2011 al 2019, trae la sua italianità dal padre Remo, scomparso nel 2010, che era emigrato in Argentina nel 1948 da Cupra Marittima, calmo paese adriatico in provincia di Ascoli Piceno. La nuova sfida del Tano, una marca di vini, guarda a tutto questo, alla sua storia familiare, al legame con l’Italia. La spiega l’etichetta: il vino di Angelici si chiama Cupra”. A scriverne è Lorenzo Mosca su Gaucho News, portale che si occupa di Argentina e dei suoi legami con l’Italia, ideato e diretto da Eugenio Balsamo.
“Diversi sono gli elementi grafici che riassumono la storia di Daniel Angelici, le sue origini, l’Italia. Con numeri romani c’è l’anno di nascita del padre, 1930, la sua, 1964 e poi richiami alla Repubblica italiana e all’Argentina, un pallone da calcio.
Al principio Angelici non ha pensato al vino come attività imprenditoriale da aggiungere alle altre che porta avanti, dalla consulenza legale alla tecnologia, passando per il gioco. Nell’evento di presentazione ha raccontato del desiderio di sviluppare un progetto con i suoi figli. A Cupra Marittima ha parenti che producono vino e quindi “abbiamo deciso di intraprendere qualcosa insieme, fare vino è un modo per trasmettere loro la nostra cultura”.
Il debutto di Daniel Angelici nel settore vitivinicolo c’è stato nel 2019, anno in cui la lasciato la presidenza del Boca Juniors a Jorge Amor Ameal. “Ho cominciato ad avere più tempo a disposizione”, poi la sua passione per il vino e la frequente presenza a Mendoza, terra per eccellenza del vino argentino, poiché socio di un casinò, hanno fatto il resto.
Spiega di avere impiegato un capitale iniziale di 80mila dollari e cominciato a comprare uve da diversi produttori della celebre Valle de Uco, affittando uno spazio per elaborare la prima vendemmia, 8mila bottiglie nel 2020, di cui già 5mila vendute. La quantità sale a diecimila per il 2021 e a ventimila come previsione per il 2022. Prevale, chiaramente, il Malbec lasciando l’altra metà a blend e rosato, quest’ultimo chiamato Incoronata in omaggio alla mamma. E guarda all’export a cominciare da Brasile e Stati Uniti, ma con l’obiettivo Europa”.
