Liberati i due italiani della Flotilla detenuti in Libia: tornano a casa dopo un mese
Si conclude con un lieto fine la vicenda di Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani della Global Sumud Flotilla detenuti in Libia da circa un mese. L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha confermato la loro liberazione e l’imminente rientro in Italia.

I due volontari erano stati fermati dalle autorità della Libia orientale il 24 maggio scorso durante una missione umanitaria legata alla Flotilla, iniziativa internazionale nata per portare aiuti alla popolazione di Gaza. Insieme a loro è stato liberato anche Matias Alvarez Rodriguez, cittadino uruguaiano in possesso della cittadinanza italiana.
Secondo quanto riferito dalla Farnesina, la liberazione è stata resa possibile grazie a un intenso lavoro diplomatico condotto in collaborazione tra il Ministero degli Esteri, Palazzo Chigi, le autorità consolari italiane e i servizi di intelligence. I tre sono stati affidati al Consolato italiano di Bengasi e dovrebbero rientrare in patria nelle prossime ore.
La notizia è stata accolta con sollievo dalle famiglie e dagli attivisti che da settimane chiedevano il rilascio dei volontari. «Da trenta giorni aspettavamo questo momento», ha dichiarato la portavoce italiana della Flotilla, esprimendo soddisfazione per la conclusione positiva della vicenda.
Restano tuttavia molte domande sulle circostanze dell’arresto e sulle condizioni della detenzione. Per oltre un mese i familiari hanno vissuto nell’incertezza, mentre organizzazioni umanitarie e associazioni per i diritti civili hanno seguito il caso con crescente preoccupazione.
Ora per Centrone e Alberizia è finalmente arrivato il momento di tornare a casa. Le polemiche e le eventuali richieste di chiarimento potranno attendere. Per i loro cari conta soprattutto una cosa: poterli riabbracciare dopo trenta giorni di attesa e apprensione.
