L’impegno di Guido Albani Maldonado, coordinatore MAIE nel Salvador: “Unificare la colonia italiana e sostenere il sistema Italia nelle diverse attività”
Nella storia di una famiglia, spesso si celano personaggi straordinari che hanno contribuito in modo significativo alla società in cui hanno vissuto.
In quella di Guido Albani Maldonado, diplomatico, politico, presidente dell’Associazione Guido Albani, per l’integrazione, la pace e la cultura, nuovo Coordinatore del MAIE nel Salvador, spicca la figura del bisnonno architetto, che pure si chiamava Guido, protagonista, come lui, di una storia di successo e di innovazione.
Bisnonno Guido, era nato il 31 luglio del 1885 a Lecco. Si distinse sin da giovane per la sua passione e talento nell’ambito dell’architettura tanto che, nel 1912, chiamato dal Presidente di El Salvador, il dottor Manuel Araujo, intraprese un viaggio verso questa terra lontana per realizzare opere architettoniche che ancora oggi arricchiscono il centro storico della città di San Salvador.
Con la sua abilità creativa e l’occhio per l’innovazione, Guido Albani ha contribuito a trasformare il volto architettonico della capitale salvadoregna, donandole edifici e spazi urbani iconici. Il suo lavoro è diventato una testimonianza tangibile del passato glorioso e della rica cultura del paese.
Tuttavia, l’attività dell’intraprendente bisnonno non si è limitata al Salvador.
Nel 1917 e nel 1918, Città del Guatemala fu colpita da un terribile terremoto, che causò gravi danni alla città. Il Presidente dell’epoca, Manuel Estrada Cabrera, riconoscendo il talento e la competenza di Guido Albani (nella foto a sinistra), lo invitò a valutare i danni e a contribuire alla ricostruzione. Guido Albani accettò l’invito e si stabilì in Guatemala, aprendo uno studio professionale e addirittura inaugurando il primo ristorante italiano nel paese, portando con sé i sapori e le tradizioni culinarie della sua patria.
Guido Albani dimostrò di essere anche un commerciante lungimirante. Fu il primo distributore del marchio automobilistico Fiat in Guatemala, contribuendo così a introdurre l’industria automobilistica in quel Paese.
Le opere di Guido Albani sono testimoni della sua genialità e del suo spirito pionieristico, che hanno lasciato un’impronta indelebile nelle città del Salvador e del Guatemala.
Il pronipote, Guido Albani Maldonado, ne ha raccolto l’eredità, affermandosi come uomo di successo soprattutto nei campi della diplomazia e della política.
Guido, che ha 51 anni, è profondamente legato alle sue radici italiane. È diventato coordinatore del MAIE per il Salvador e lavora fattivamente per la nostra comunità.
A Guido Albani Maldonado, Fatti Nostri ha posto alcune domande per conoscere meglio la realtà del Paese dove vive, le opportunità per i nostri connazionali e parlare del suo nuovo incarico all’interno del MAIE, di cui dice di sentirsi onorato e che ne assumerà responsabilmente il ruolo.
Esistono associazioni italiane e di origine italiana? nominato coordinatore in El Salvador
Amigos de Italia, con sede nel dipartimento di Quetzaltenango, e quella che attualmente presiedo, l’Associazione Guido Albani, in omaggio all’Arch. Guido Albani
Consiglieresti a un italiano di trasferirsi lì? Ci sono opportunità di lavoro specifiche?
Sì, se desidera fare investimenti.
Ci sono connazionali che vengono come turisti per le loro vacanze? Quali sono i loro obiettivi principali?
Scoprire il mondo Maya, Antigua Guatemala, Atitlán.
Mi hanno parlato di un nuovo francobollo che hai richiesto. Di cosa si tratta?
L’associazione caritatevole italiana in El Salvador festeggia i suoi 125 anni, e come coordinatore del MAIE, ho chiesto un omaggio per tale istituzione, all’ufficio postale generale di El Salvador, per il quale hanno accettato la mia richiesta, detta attività è stata si svolgerà il 24 agosto di quest’anno.
Quali sono i tuoi principali obiettivi e traguardi come coordinatore del MAIE in El Salvador? Quali cambiamenti o miglioramenti vorresti implementare a beneficio della comunità italiana nel Paese?
Come primo punto, unificare la colonia italiana, sostenere il sistema Italia nelle diverse attività, far conoscere ancora di più il movimento MAIE.
Quali sono le sfide specifiche che deve affrontare la comunità italiana in El Salvador e come pensate di affrontarle?
Identificare ogni famiglia di discendenza italiana e promuovere la nostra cultura, lingua e gastronomia, attraverso l’implementazione del sistema Italia, che attualmente manca, per promuovere e rafforzare congiuntamente il movimento MAIE.
Qual è la tua visione per rafforzare i legami culturali, commerciali e diplomatici tra l’Italia e El Salvador?
Incoraggiare il turismo, per pubblicizzare la ricchezza culturale di El Salvador, essendo uno dei Paesi più sicuri della regione, e mantenere uno stretto rapporto con le autorità locali.
Quali iniziative o progetti hai in mente per promuovere l’integrazione e il benessere dei discendenti italiani in El Salvador?
Pressionare per la creazione della Camera di Commercio Italo-Salvadoregna.
Come pensi di collaborare con altre organizzazioni italiane e autorità locali in El Salvador per lavorare a beneficio della comunità italiana?
Elaborare un accordo di collaborazione multilaterale con le diverse istituzioni per un migliore beneficio della comunità italiana.
Qual è il vostro approccio in relazione alla partecipazione dei giovani discendenti italiani alle attività del MAIE e come pensate di incoraggiare il loro coinvolgimento?
Convocare tutti i giovani italodiscendenti e gli amici salvadoregni per creare un servizio di volontariato e formare così un sentimento di appartenenza e identità.
Quale messaggio vorresti trasmettere alla comunità italiana in El Salvador e a coloro che vogliono mantenere vive le proprie radici italiane?
Che ci uniamo e che fraternizziamo i legami, indipendentemente dalla loro ideologia.
Come pensi di contribuire alla crescita e allo sviluppo del MAIE in El Salvador e nella regione centroamericana in generale?
Organizzando attività sociali, culturali e politiche per rafforzare il movimento dei discendenti italiani in America centrale e nei Caraibi.
Qual è la tua più grande motivazione nello svolgere questa posizione e cosa ti spinge a lavorare per il benessere dei discendenti italiani in El Salvador?
Stabilire basi solide, in cui le generazioni successive possano partecipare al sostegno fornito da un movimento così onorevole.
