Luoghi di villeggiatura e luoghi comuni
“Dopo ferragosto se piove è finita l’estate”, “come si mangia a casa propria non si mangia da nessuna parte”, “il gatto si affeziona alla casa e non al padrone”, “se prendi un semaforo rosso poi li prendi tutti”; se come me mal sopportate gli stereotipi, sedetevi e godetevi le mie riflessioni.
Estate, tempo di mare (o montagna), relax, aperitivi al tramonto, passeggiate mano nella mano con la dolce metà, code in autostrada e… altri luoghi comuni. Da sfatare!
Partiamo dal primo: donna al volante, pericolo costante.
Per sfatare il suddetto luogo comune mi basta raccontare quanto ho visto nel corso della breve vacanza che pochi giorni fa mi sono regalato a Caorle, la località in provincia di Venezia che frequento da sempre: nel viaggio di andata, e pure in quello di ritorno, ho visto automobili azzardare sorpassi a destra, camion cambiare improvvisamente corsia e camper andare a 90 km.h nella corsia di sorpasso; orbene, nessuno dei sopracitati mezzi era condotto da donne (l’unica donna “colpevole” che ho visto era una ragazza che dopo essere entrata per sbaglio nella corsia riservata ai clienti ‘telepass’ ha “rimediato” all’errore ingranando la retro per cambiare corsia). Dunque, è vero che ci sono donne che non danno l’impressione di essere nate per tenere tra le mani un volante, ma anche tra gli uomini ci sono elementi che dovrebbero prendere in seria considerazione l’idea di andare a piedi!
Passiamo al secondo luogo comune: il calcio è l’unica religione che non ha atei.
Gli atei del Dio Pallone sono coloro che si sono stancati di sentire i colletti bianchi degli organi che governano il calcio ripetere il mantra secondo cui “il calcio è della gente” quando, nei fatti, il calcio è delle televisioni e degli amministratori delegati. Un esempio? Alla prima giornata della Serie A 2024-2025, la Juventus giocherà il proprio match casalingo contro il Como di lunedì! Una vera manna per la televisione che trasmetterà la partita (perché di lunedì non esce quasi nessuno e perché gli incontri della “Vecchia Signora” catturano sempre un gran numero di telespettatori), ma anche una vera disgrazia per i tanti tifosi bianconeri che non abitano a Torino (ricordiamo che la Juve ha tifosi sparsi un po’ ovunque) e che, pur avendo speso cifre non banali per sottoscrivere un abbonamento, dovranno rinunciare all’idea di recarsi allo stadio (a meno che non siano così innamorati dei propri beniamini da chiedere un giorno di ferie all’azienda per cui lavorano).
Concludo così: ho letto da qualche parte (credo su ‘X’, ma quando ancora si chiamava Twitter) che: “ci sono luoghi comuni che ogni anno vengono visitati da milioni di persone”. Amici miei, almeno voi, quest’estate passate le vostre vacanze in altri luoghi.
