Mar del Plata. Pezzi d’Italia e italicità nella città felice che resiste al Covid-19
“Mar del Plata, pezzi d’Italia e italicità nella città felice che resiste al Covid-19” è il titolo di una ricerca pubblicata nel Rapporto Italiani nel mondo 2021 della Fondazione Migrantes e condotta da Riccardo Giumelli (Università di Verona e Università Nazionale di Mar del Plata).
La riflessione sulla presenza di italiani in Argentina parte da ‘lontano’: dal 2 giugno 1978 quando allo stadio di Mar del Plata va in scena la gara di calcio tra Italia e Francia valevole per i Mondiali. L’eroe di quella nazionale è un certo Paolo Rossi, detto Pablito, che qualche quattro anni dopo porterà gli azzurri al trionfo spagnolo. Giumelli evidenzia la quantità di bandiere tricolori presenti nelle gradinate e una cosa è certa: non erano italiani arrivati appositamente in Argentina per assistere ai Mondiali.
Mar del Rio de la Plata (questo il nome integrale della città) dista appena 400 km da Buenos Aires ed è detta anche “la ciudad feliz”: è storicamente una località densamente italiana. Una caratteristica di questa città è l’essere stata sempre luogo di mescolanza tra culture diverse; una realtà che per decenni ha i connotati di città da belle époque per diventare poi città da masse époque. Passa così dall’essere una Biarritz d’Argentina ad una Rimini del Sudamerica.
E’ tra il 1947 e il 1960 che la comunità immigrata più consistente diventa quella italiana: principalmente persone provenienti dal Sud del Belpaese. Nell’Annuario statistico 2020 del Maeci si evidenzia che a Mar del Plata gli italo-argentini e gli italiani residenti sono quasi 57mila, ossia circa il 6,5% dell’intera popolazione cittadina; tuttavia se si considerano coloro che hanno semplicemente origini italiane la percentuale s’impenna.
Nella primavera del 2020, quando l’Italia è ormai stabilmente tra i Paesi più colpiti al mondo dalla pandemia, in Argentina si guarda con preoccupazione e con una certa emozione alla situazione italiana, a differenza dello scetticismo registratosi invece in altri Paesi. In poco tempo però il Covid diventa non solo oggetto di attenzione a distanza per gli italo-argentini ma qualcosa che riguarda da vicino anche la propria quotidianità. Chiaramente la pandemia ha inciso negativamente sulle attività lavorative, associative e anche sul turismo. Tuttavia, già nel 2021, la percezione di una ritrovata normalità è passata anche attraverso la ripresa di attività culturali. Su tutte si ricordano quelle dedicate al centenario della nascita di colui che probabilmente è il cittadino più famoso di Mar del Plata: il musicista dalle origini italiane Astor Piazzolla. (Inform)
da comunicazioneinform.it
