Marocco. Il profondo senso della grazia reale ai coltivatori illegali di cannabis: un percorso verso la legalità
Come sempre accade, la cultura eurocentrica e neo coloniale dell’Europa si disinteressa di quello che accade in Africa. Per gli Europei, l’ Africa ha lo stesso valore dell’epoca della Conferenza di Berlino.
I politici che hanno ancora questa visione, sono destinati a scomparire. Questa premessa mi serve per sottolineare il gesto di grazia che il Re del Marocco ha concesso i’occasione dell’Anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo.
I beneficiari di questa grazia reale In occasione dell’anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo, Sua Maestà il Re Mohammed VI,i, ha concesso la la grazia a 4.831 persone condannate, perseguite o ricercate in casi legati alla coltivazione di cannabis , soddisfacendo le condizioni richieste per beneficiare della Grazia.
E’ bene precisare che non si tratta di un’atto a favore delle produzione illegale della cannabis, semmai è l’esatto opposto. La grazia ai coltivatori “illegali” di cannabis, ha funzione rieducativa , permette di uscire dalle trappole della criminalità, ed indirizzare i coltivatori verso la produzione legale.
Il Marocco, dopo la crisi del Covid, ha sviluppato un’industria farmaceutica di primo piano, non solo per il Regno ma per l’Africa intera . La cannabis a uso medicinale può essere impiegata anche per abbassare la pressione arteriosa in caso di glaucoma che resiste alle terapie convenzionali. Ancora: può ridurre i movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette.
Il gesto di Grazia serve ad indirizzare verso una economia legale , rappresenta un passo per portare le persone verso una economia legale . La scelta della data , ovvero l’anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo, è significativa. Infatti, rafforza l’unità del popolo verso la monarchia e la monarchia verso il popolo.
