Mauro Penzo, il maestro che disegna con la biro colorata la sua Gattinara per farla conoscere al mondo.

Nelle sue opere ho ritrovato personaggi e angoli che mi erano familiari quando ero bambino e poi ragazzo. È stato come fare un tuffo nel mio passato, nella Gattinara degli anni Sessanta e Settanta, ma anche prima, quando la cittadina piemontese, nella provincia di Vercelli, dove sono nato parecchi anni fa, stava trasformando la sua economia da prettamente agricola a industriale.
Mauro Penzo, artista gattinarese di 59 anni, vive, anche lui come me, “fuori le mura” del nostro comune paese natío, e ha scelto di risiedere a Senigallia, sull’Adriatico, dove disegna e colora i suoi quadri con la biro colorata. Un lavoro arduo perché un errore, con la penna a sfera, non può essere cancellato e lo obbligherebbe a buttare tutto e a ricominciare da capo.
Ho ricordato volti e scorci conosciuti, che mi sono tornati alla memoria in un lampo graditissimo. A volte non mi sovveniva il nome di quelle persone immortalate da Penzo, ma il volto è rimasto indelebile dentro di me.



I quadri di Penzo raccontano la storia della Gattinara del secolo scorso, quella che entrambi ricordiamo con grande nostalgia perché ci ricorda la nostra gioventù, il borgo dove siamo cresciuti e che amiamo anche standone lontani. E forse amiamo in modo particolare proprio per questa nostra lontananza.
Non sono un critico d’arte. Quando vedo un’opera artistica vivo di sensazioni. Per questo, per commentare le opere di Mauro, mi piace citare quanto ne ha scritto il critico biellese Bruno Pozzato : “Non compiacimento per una abilità tecnica che ama esibirsi, né sottovalutazione del messaggio rivolto allo spettatore. È come se volesse dire, rappresentare cose importanti usando un linguaggio chiaro, leggibile, credibile” e lascio i miei lettori a osservare, qui di seguito, alcuni dei capolavori del maestro.
Chi desidera contattarlo può scrivergli alla mail: mauropenzo120663@gmail.com





