Mentre già sfila la primavera 2021, i negozi propongono i capi per l’inverno
Si sono svolte le sfilate italiane della primavera estate 2021, un terzo delle quali in presenza e il resto in virtuale. Sono state utilizzate varie modalità, per esempio Jeremy Scott per Moschino ha fatto costruire una serie di marionette con gli abiti in miniatura, con tanto di mini pubblico distanziato.
Armani invece ha preferito il passaggio in diretta in tv, su La7, una sfilata con capi molto rigorosi e cenni etnici misurati, riservando effetti di meraviglia per la sera.
Prada, che ha costruito una collezione a quattro mani con Raf Simons, ha presentato uno scenario tecnologico con grappoli di schermi e telecamere in azione in un ampio spazio vuoto. Una collezione fortemente incentrata sull’uniforme nelle sue varie accezioni, molto pulita, arricchita da ricami del logo che si fa identità forte in momenti di crisi, un rigore alleggerito dai vivaci colori delle calzature che citano la Prada di venti anni fa.
Nei negozi abbiamo invece i nuovi abiti dell’inverno 2020, che presentano già i caratteri dell’uniforme, con pantaloni da battaglia e caban da ufficiale di marina. E poi completi di giacca e pantaloni lunghi amplissimi svasati a gonna con cappello, che ci rimandano alle foto della pandemia Spagnola del 1918. Insieme, ad alleggerire, le citazioni da amazzone messicana della sfilata Dior Cruise del 2019, in clima di rodeo, pantaloni gaucho, stivali texani, il massiccio ritorno dei gilet, corti a panciotto o lunghi, quasi cappotti smanicati, ricami tex mex e frange.
Una moda “in difesa”, ma con qualche insospettabile e gradita punta di poesia.
