Messico: economia in crisi da coronavirus
L’economia del Messico si sta deteriorando. Più di un mese dopo che l’inizio della minaccia del coronavirus i dati mostrano che la caduta dell’occupazione, della riscossione delle imposte e dei guadagni delle società indicano l’inizio di una rapida e profonda crisi economica. Le Camere di Commercio e le Associazioni industriali sostengono che l’aiuto del governo non sta arrivando a sufficienza alle aziende per contenere il danno della pandemia all’economia nazionale.
La previsione sulla perdita di posti di lavoro, secondo le associazioni di imprese e la società internazionale di reclutamento Manpower Group, va da 1,2 a 2 milioni.
In Messico, il 90% dei posti di lavoro è nel settore privato. Ciò significa che l’economia è in gran parte costituita da imprese che offrono materie prime, prodotti o servizi.
La incipiente crisi económica generata dal coronavirus è fondata sull’incertezza. Non sapere quanto potrá durare non consente agli attori economici, siano essi datori di lavoro, impiegati o lavoratori informali, di pianificare o di prevedere quando avranno il prossimo ingresso. Salvaguardare il reddito delle famiglie è, quindi, una delle chiavi che determinerà se l’economia si riattiverá rapidamente o meno.
Il turismo è uno dei settori che ha subito il colpo più duro. La cancellazione di voli da tutto il mondo, nonché le misure sanitarie per prevenire il contagio, hanno portato al crollo dell’occupazione alberghiera.
Un terzo dei ristoranti del Paese ha chiuso a causa della pandemia.
Il settore della costruzione é uno dei principali motori dell’economia messicana. Oggi mezzo milione di contratti di costruzione rischiano di scomparire a causa della crisi del coronavirus. Almeno la metà delle aziende non ha liquidità per pagare i propri dipendenti.
Il governo ha annunciato che applicherà rigorosamente la legge sull’austerità repubblicana. Ha ordinato la chiusura di dieci sottosegretariati e la riduzione dello stipendio dei più alti funzionari pubblici. Ha pure comunicato che il numero di prestiti alle microimprese aumenterà cosí come la spesa per i programmi sociali giá esistenti.
