Musei gratis per gli italiani all’estero. È polemica sul bonus
Nella legge di bilancio del 2021 è stato inserito il bonus musei per gli italiani all’estero. I connazionali espatriati potranno visitare gallerie e pinacoteche della Penisola senza alcun costo. Una misura che viene criticata da Andrea Presbitero sulle pagine di Domani. L’economista ritiene infatti che il sussidio proposto dalla deputata del Partito Democratico Francesca La Marca non sia un intervento proficuo né tanto meno sensato.
“L’obiettivo dichiarato di questa misura – scrive Presbitero – è incentivare i flussi turistici di ritorno.” L’idea è quella di spingere gli oltre 5,5 milioni d’iscritti all’Associazione degli Italiani Residenti all’Estero (Aire) a tornare in patria e visitare i musei. La penna del Domani si interroga però su quanti siano gli espatriati che rientrino regolarmente in Italia, su quanti “visiteranno un museo solo perché è gratis” e su quanti conoscano questo nuovo bonus. Presbitero si chiede poi quanti degli italiani provenienti dall’estero che torneranno nel 2021 “non sarebbero venuti se non ci fosse stato questo sussidio”.
Un’altra delle perplessità dell’economista riguarda la complessità di valutare gli effetti del bonus. Il sussidio costerà allo Stato 1,5 milioni di euro e sarà difficile – se non impossibile – misurarne gli esiti. Presbitero fa a questo punto l’esempio dell’iniziativa delle domeniche gratis ai musei. Cita uno studio di Roberto Cellini e Tiziana Cuccia, secondo il quale le visite gratuite avrebbero portato a un aumento anche di quelle a pagamento.
“È pur vero – spiega – che ci possono essere politiche il cui valore e successo può non dipendere da esiti quantificabili.” L’economista si riferisce a quei provvedimenti e a quelle misure che, pur non essendo economicamente proficue, indicano “un’adesione a certi valori” da parte della nazione. Il bonus che consente agli italiani residenti all’estero di visitare gratis i musei, secondo Presbitero, non sembra far riferimento ad alcun principio o valore.
L’economista ritiene che questa misura sia un ulteriore esempio di una politica basata “sull’elargizione di bonus e sconti a specifici gruppi piuttosto che sul disegno di un piano organico per lo sviluppo e la crescita del Paese”. Agli occhi della firma del Domani, la politica dei bonus “punta prevalentemente […] a conquistare consenso elettorale e al tempo stesso evitare di affrontare problemi e riforme strutturali che sono politicamente più costose”.
Presbitero sostiene che in Italia ci sia l’urgente necessità di politiche che facilitino e incentivino un rientro definitivo degli italiani all’estero, molti dei quali sono giovani. I dati Istat rivelano infatti che negli ultimi dieci anni circa 900mila italiani si sono trasferiti fuori confine. Tra questi, moltissimi sono giovani laureati che emigrano in cerca di quelle fortune che il proprio Paese non gli può dare.
Da “Inchiostro online”
