Neri, coordinatore MAIE nella R.D.: “Per noi italiani all’estero, in politica, non possono valere le logiche tradizionali di destra o sinistra”.
Eugenio Neri, è il coordinatore MAIE nella Repubblica Dominicana, Paese dove si è trasferito da 11 anni.
Originario di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, la città dei Papi, come ama sottolineare, nello Stato caraibico vive nella capitale, Santo Domingo.
“Nei miei trascorsi in Italia ricordo l’impegno nel sindacato, sindacato d’ispirazione cattolica, la Cisl, e nel mondo associazionistico terzo settore – racconta -, impegno iniziato alla fine degli anni ’70 e poi divenuto un vero e proprio lavoro nei primi anni ’90, fino alla pensione.
Venire a vivere in Repubblica Dominicana, dopo il pensionamento, è stato il naturale evolversi del mio matrimonio, di cui quest’anno ricorre il 25° anniversario, essendo mia moglie dominicana”.
Nel suo nuovo Paese Neri ha sentito dapprima parlare del Movimento Associativo degli Italiani all’Estero attraverso i “social” e “ho deciso di farne parte – prosegue – perché ho capito, fin dai primi tempi della mia permanenza in RD, che per noi italiani all’estero, in politica, non possono valere le logiche di destra o sinistra tradizionali.
Noi abbiamo bisogno di far giungere le nostre istanze fino a Roma, istanze rivolte a semplificare la nostra vita, istanze su problemi pratici, reali, come i servizi consolari che non sono ne di destra, ne di sinistra e riguardano tutti.
Ecco, diciamo che parliamo della necessità di far rispettare i diritti dei cittadini italiani che vivono all’estero e che questo somiglia molto al ruolo del sindacato”.
Da qualche tempo Neri ricopre la carica di Coordinatore nazionale per la RD del Movimento.
“Ho accettato l’incarico – afferma – per sostenere le iniziative del movimento sul territorio, iniziative che hanno come scopo principale la soluzione dei problemi che incontra un cittadino italiano che vive all’estero”.
Il suo impegno sociale non si ferma al solo MAIE. Eugenio, infatti, fa parte, come Tesoriere, del direttivo del nuovo Comites di Santo Domingo.
“Per quanto riguarda il Comites bisognerebbe aprire un discorso a parte, ma, cercherò d’illustrare la situazione brevemente – desidera precisare – Per fare questo è necessaria una premessa che indichi cosa è cosa fa un Comites, altrimenti ognuno potrebbe aggiungere o togliere del suo.
Niente di meglio, quindi, del citare alla lettera la legge del 23 ottobre 2003, n° 286, che, all’articolo 1, comma 2, recita testualmente: “il Comitato è organo di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico consolari.
Detto questo, ci si aspetterebbe un consesso di 12 consiglieri tutti coesi nel dare la miglior rappresentanza alla comunità a cui loro stessi appartengono, nel rispetto del risultato delle votazioni – prosegue – Invece nel Comites di Santo Domingo, fin dalla prima assemblea sono emersi, da parte dei consiglieri di minoranza, comportamenti più da opposizione politica che da minoranza di un organismo di rappresentanza come è definito dalla legge il Comites.
È stato chiaro fin da subito che dietro il comportamento dei consiglieri di minoranza, tranne uno, vi era una cabina di regia occulta, ma non così tanto come qualcuno avrebbe voluto, che aveva come obiettivo il ribaltamento del risultato elettorale con buona pace della volontà espressa dagli elettori”.
Il tentativo di ribaltone è stato messo in atto anche grazie alla collaborazione di un fuoriuscito della lista vincente, portatore di vecchie logiche di cambio di casacca, il quale è giunto persino a evocare un ipotetico, irreale e inesistente conflitto d’interessi da parte di componenti la maggioranza ma che poi è stato smentito in sede di assemblea pubblica da consiglieri di minoranza stessa. Tutti comportamenti che sono palesemente tentativi di ribaltare il risultato elettorale.
Le mie affermazioni – spiega Neri – sono supportate da prove inconfutabili, basta guardare e ascoltare i video delle assemblee o rileggerne i verbali. Entrambe le cose, assemblee e verbali, sono pubbliche e a disposizione di chiunque. In particolare, leggendo il verbale e guardando il video dell”assemblea del 01 febbraio 2022, (durata tre ore e 40 per non decidere nulla) ci si rende conto che i continui, lunghi, ripetitivi interventi fatti da esponenti della minoranza, erano solo meri esercizi di dialettica scarsa e di bassa oratoria messi in atto per praticare ostruzionismo, al fine di paralizzare i lavori del Comites, per poi di seguito tentare di accusare d’immobilismo la maggioranza.
Fa sorridere tanta ingenuità politica, si perché la maggioranza, a fronte di tutto questo, ha preso dei provvedimenti previsti nel regolamento del Comites che hanno consentito comunque al Comites stesso di esercitare il suo ruolo di rappresentanza dei cittadini presso la rappresentanza diplomatica e consolare.
Sono cosi iniziate le dimissioni dei consiglieri di minoranza che si alternano a rinunce a ricoprire la carica.
Nel frattempo – conclude – non è mai venuta meno la volontà della maggioranza di ricompattare il Comites. Ne sono dimostrazione le offerte a ricoprire cariche, anche a livello di esecutivo, fatte a esponenti della minoranza ma tutte rifiutate”.
