Nessuno tocchi Imane Khelif e il suo sacrosanto diritto di partecipare alle Olimpiadi
In Italia, dopo l’incontro con Angela Carini, terminato con il ritiro dell’azzurra, è scoppiato un caso attorno alla boxeur algerina, “colpevole” di avere un corpo che, secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, “non corrisponde alla definizione tipica dei corpi maschili o femminili”. Ma l’intersessualità non è una colpa e nemmeno una situazione voluta. Chiedere l’esclusione di un’atleta intersessuale è un atto vigliacco, disumano e ostile ai valori dello Sport.
Incredibile, ma vero.
Sulla polemica scoppiata intorno al caso della boxeur algerina Imane Khelif, sono d’accordo con Laura Boldrini. La deputata, in un lungo Post pubblicato su ‘X’, ha espresso i seguenti pensieri: “… Tutta questa polemica è davvero surreale e incredibile.” E ancora: “… Ma in quale paese può accadere una cosa del genere? A che titolo e con quali competenze la seconda carica dello Stato, mezzo governo e perfino la Presidente del Consiglio, spalleggiati dai movimenti anti-scelta, pensano di poter decidere chi può e chi non può gareggiare alle Olimpiadi?”.
Come darle torto? Imane Khelif è una donna, non si dopa e rispetta le regole dello sport che pratica. Che deve fare? Smettere di boxare solo perché, come dice l’endocrinologo Fabrizio Angelini: “iperproduce ormoni maschili”? E Serena Williams, allora? OK, la vincitrice di 73 titoli WTA in singolare, 23 dei quali prove del Grande Slam (record femminile nell’era Open), non iperproduceva ormoni maschili, ma era alta 180cm. e pesava 75 kg. (tanto per capirci, altre grandi tenniste non avevano queste caratteristiche; Steffi Graff era 176 cm. X 64 kg., Martina Navratilova 171 cm. X 65 kg.)
Finiamola di attaccare questa atleta algerina che, tanto per dircela tutta, non è neanche tutto questo granché sul Ring.
