New York celebra la Giornata della Memoria 2023
Come ogni anno, anche in questo 2023 il Consolato Generale d’Italia a New York celebrerà la Giornata della Memoria, con l’ormai tradizionale lettura pubblica dei nomi degli ebrei italiani che furono deportati nei campi di concentramento. L’appuntamento è dalle ore 9.00 alle 14.00 di venerdì 27 gennaio al 690 di Park Avenue, davanti all’ingresso del Consolato Generale e tutto il pubblico è invitato a partecipare.
Questa iniziativa fa parte di un più ampio programma di eventi promossi dal Consolato Generale insieme al Centro Primo Levi, all’Istituto Italiano di Cultura, la Casa Italiana Zerilli Marimò della NYU, l’Accademia Italiana di Studi Avanzati in America della Columbia University, il Calandra Institute della CUNY, la Scuola d’Italia Guglielmo Marconi, il Centro per l’Arte Moderna Italiana (CIMA) e il Magazzino d’Arte Italiana, per commemorare le vittime della Shoah e preservare la memoria di quei tragici eventi.
Il programma si aprirà già il 19 gennaio presso l’Istituto Italiano di Cultura che, a partire dalle ore 18.00, ospiterà la presentazione del libro “A man of letters. Giorgio Bassani in North America”, a cura del direttore dell’IIC Fabio Finotti e diPaola Bassani, presidente della Fondazione Giorgio Bassani. L’editore del volume Anna Dolfi presenterà l’intero corpus di poesie scritte dal 1945 al 1982, dalle quali emerge, a differenza delle opere in prosa, un Bassani più autobiografico e intimo, che guardava con occhio severo e vigile all’Italia del dopoguerra.
Negli anni ’70 Bassani giunse negli Stati Uniti come visiting professor nelle Università dell’Indiana e della California e si recò anche in Canada. Lì rielaborò il Romanzo di Ferrara e scrisse alcune nuove poesie per il volume “In gran segreto”, che egli definì le sue “poesie americane”. Alain Elkann rievocherà i suoi incontri con Giorgio Bassani a New York e le impressioni dello scrittore sugli Stati Uniti e sulla letteratura americana. Valerio Cappozzo illustrerà i materiali originali della corrispondenza tra Bassani e il New York Times e con altre riviste pubblicate a New York, città in cui il lavoro di Bassani è stato e continua ad essere pubblicato.
Ad affiancare la presentazione ci sarà anche una mostra di documenti messi a disposizione dalla Fondazione Giorgio Bassani, curata da Cappozzo con la collaborazione di Gaia Litrico e Francesco Franchella. Saranno esposte lettere e poesie autografe e, per la prima volta, anche la traduzione recentemente ritrovata di Bassani dell’Addio alle armi di Hemingway, scritta nel 1943 e considerata fino ad oggi perduta: un’opera che apre nuove strade di indagine sul rapporto tra lo scrittore ferrarese e la letteratura statunitense.
Il 21 gennaio, alle 12.00, ci si sposterà a Cold Spring nella sede newyorkese di Magazzino Italian Art per la prima mondiale di “Piombo (The Periodic Table)”, un’opera solista di Luciano Chessa ispirata all’opera di Primo Levi in una rara performance della leggendaria violoncellista Frances-Marie Uitti.
Il compositore è rimasto affascinato dal viaggio di Levi nella Sardegna nuragica e dalle miniere di Bacu Abis, un racconto quasi divinatorio di lavoro e conoscenza che si dispiega come contrappunto alla riflessione di Levi sull’“esperimento del lager” e al suo invito: “considera se questo è un uomo”.
Il John D. Calandra Italian American Institute della CUNY ospiterà il seminario “Critical thinking in action. The Political Writings of Eugenio Colorni”, che si aprirà alle ore 18.00 del 24 gennaio e vedrà, fra gli altri, come relatori Luca Meldolesi, Nicoletta Stame, Ernest Ialongo (Hostos, CUNY) e Stanislao Pugliese (Hofstra University).
L’incontro prende il titolo dal primo volume in lingua inglese degli scritti e della corrispondenza di Eugenio Colorni. Nato nel 1909, egli fu filosofo politico e insegnante entrato nelle file del movimento antifascista. La sua analisi della convergenza di interessi capitalistici, nazionalismo e violenza di Stato e le sue idee federaliste lo portarono all’incarcerazione a Ventotene e, nel 1944, al suo assassinio da parte della milizia fascista di Pietro Koch. Oltre al celebre Manifesto di Ventotene, i suoi scritti sono stati per la maggior parte pubblicati postumi e tradotti in inglese dal Colorni-Hirschman International Institute.
Il 27 gennaio presso l’Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University si terrà una conversazione con Katharina von Schnurbein della Commissione Europea sulla lotta all’antisemitismo e sulla promozione della vita ebraica.
Unione Europea e Nazioni Unite commemorano ogni inverno le vittime della Shoah alla data della liberazione di Auschwitz nel 1945 e l’Italian Academy celebra ogni anno la Giornata della Memoria dell’Olocausto esplorando questioni legate alla discriminazione e ai crimini contro l’umanità. Nel corso degli anni, l’Italian Academy ha allargato la sua attenzione ai diversi gruppi presi di mira dal razzismo e dalla xenofobia dei regimi nazista e fascista, che hanno sofferto e sono morti insieme a milioni di ebrei. Quest’anno a discuterne sarà Katharina von Schnurbein in una conversazione con Barbara Faedda, direttore esecutivo dell’Italian Academy.
Il 31 gennaio, alle ore 18.30, si torna alla Casa Italiana Zerilli Marimò della NYU per l’evento “Three memoirs of Fiume”. Dopo vari tentativi di impadronirsi della città, nel 1924 Mussolini annette Fiume. Di conseguenza, migliaia di fiumani identificati come croati, sloveni, ungheresi, ecc. divennero vittime di persecuzioni legislative, politiche e fisiche. Qui prese forma il primo laboratorio fascista di pulizia etnica. Dalla biblioteca e dall’archivio del Centro Primo Levi si leggeranno brani tratti dalle memorie di donne ebree cresciute a Fiume e vittime della persecuzione fascista: Cathy Lager, Andra e Tatiana Bucci e Nora Tausz. All’incontro parteciperanno in qualità di relatori Dominique Kirchner Reill dell’Università di Miami, Andra e Tatiana Bucci, Nora Tausz Ronai e Marcia Fink.
Le commemorazioni della Giornata della Memoria si concluderanno l’1 febbraio al Center for Italian Modern Art di New York, che alle 17:30 ospiterà la proiezione di “When the past was present”, un cortometraggio poco noto del 1948 che sembra essere una delle prime rappresentazioni della deportazione degli ebrei di Roma, dell’esilio e della nascita dello Stato di Israele. Il regista Romolo Marcellini e lo scrittore Luigi Barzini Jr. ebbero una fiorente carriera sotto il fascismo e continuarono poi a lavorare anche nell’industria culturale del dopoguerra.
Il contesto che originò questo film è sconosciuto. Indubbiamente qualcuno guidò regista e scrittore attraverso le memorie recenti degli ebrei romani. Qualcuno che conosceva la storia e le ferite, le strade, i luoghi, i riti religiosi. Qualcuno che contribuì a mediare tra il piccolo mondo ebraico italiano, brutalmente tradito dal proprio Paese, e una nuova Repubblica che dovette, suo malgrado, fare i conti con il recente passato. Gli studiosi Ruth Ben Ghiat (New York University), Alexander Stille (Columbia University), Raffaele Bedarida (Cooper Union) e Natalia Indrimi (Centro Primo Levi NY) presenteranno il film e proporranno alcune ipotesi sulla sua storia e produzione. (r.a.\aise)
