Nissoli (Fi): Il Ministro Speranza non dá risposte chiare sull’assistenza sanitaria ai pensionati italiani all’estero
“Recentemente ho scritto al Ministro della Salute, Roberto Speranza, per rappresentargli la situazione degli iscritti all’Aire per quanto concerne l’assistenza sanitaria italiana. Gli ho chiesto di permettere a chi è iscritto all’Aire di attivare l’iscrizione temporanea al Sistema Sanitario Nazionale presso la Sede ASL di competenza per il comune di iscrizione Aire, dando priorità ai pensionati italiani residenti in Paesi che non hanno stipulato una convenzione contro le doppie imposizioni fiscali con l’Italia”. Così Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, che oggi in una nota dà conto della risposta ricevuta, su indicazione del Ministro Speranza, dal Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Salute, Luca Monteferrante.
Una risposta, spiega Niccoli, “che apre spiragli di riforma delle regole attuali ma che non ritengo soddisfacente, in quanto molto vaga e non accoglie le esigenze, che sono, poi, un diritto dei pensionati italiani all’estero”.
Monteferrante, infatti, scrive: “ho letto con attenzione la Sua lettera relativa all’assistenza sanitaria prestata ai cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) durante i periodi di rientro in Italia. Come Lei saprà, questo Ministero è da sempre attento alle istanze relative ai propri cittadini residenti all’estero. Tuttavia, i cittadini italiani che trasferiscono (o hanno trasferito) la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l’Italia, perdono il diritto all’assistenza sanitaria, sia in Italia che all’estero, all’atto della cancellazione dall’anagrafe comunale e della iscrizione all’AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco, che mantengono il diritto all’assistenza sanitaria in Italia e all’estero”.
“L’iscrizione all’AIRE o il diritto di voto in Italia, infatti, non implicano il diritto all’assistenza sanitaria in Italia”, puntualizza Monteferrante. “In ogni caso, proprio per tutelare i cittadini italiani residenti all’estero, titolari di pensione corrisposta da enti previdenziali italiani o aventi lo status di emigrato, il DM 1° febbraio 1996 ha riconosciuto l’erogazione, a titolo gratuito, delle prestazioni ospedaliere urgenti e per un periodo massimo di novanta giorni nell’anno solare, qualora gli stessi non abbiano una copertura assicurativa, pubblica o privata, per le suddette prestazioni sanitarie. Peraltro, tale decreto costituisce l’attuazione della norma primaria di cui all’art.19 della legge 833/1978, che dispone il diritto degli emigrati, che rientrano temporaneamente in patria, di accedere ai servizi di assistenza della località in cui si trovano”. Invece, ricorda, “le altre categorie di cittadini italiani iscritti all’AIRE possono sì accedere a tali prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale, ma dietro corresponsione delle tariffe previste dai nomenclatori regionali”.
“In ogni caso, oltre il dato normativo, – assicura, concludendo, Monteferrante – sarà cura di questo Ministero tenere in debita considerazione le istanze da Lei puntualmente rappresentate, in particolare per quanto concerne i pensionati titolari di pensione erogata da enti previdenziali italiani, ma residenti in Paesi non convenzionati, laddove, per effetto dell’attuale normativa in materia fiscale, fossero ancora soggetti al pagamento delle imposte in Italia”. (aise)
