Nizza rende omaggio a Garibaldi nell’anniversario della nascita
Nizza, prima città di Francia in occasione delle celebrazioni dell’anniversario della nascita di Giuseppe Garibaldi (4 luglio 1807). Presenti il signor Francesco Garibaldi Hibbert, discendente diretto dell’eroi dei due mondi, la console italiana, il Presidente del Comites, rappresentante della comunità italiana locale
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A rendere omaggio a Giuseppe Garibaldi il Comune di Nizza e l’Associazione Nazionale Giuseppe Garibaldi, i cui rappresentanti erano ospiti della Città di Nizza che ha organizzato l’evento. Molti hanno assistito alla cerimonia nella piazza che porta il suo nome, nel centro storico di Nizza, che ogni anno unisce gli italiani e il mondo.
La ricorrenza è stata ricordata al cimitero del castello di Nizza con la posa di corone alla targa di Anita Garibaldi dove fu sepolta vicino alla madre di Giuseppe dal 1859 al 1931.
Una bellissima commemorazione dell’anniversario della nascita del generale, compagno dell’eroina Anita e ammirato ancora oggi.
Nell’immaginario collettivo degli italiani, la figura di Garibaldi corrisponde a quella di un uomo impavido, onesto, forte, il più popolare e amato. Difensore di grandi ideali, l’eroe del Risorgimento e dell’Unità dell’Italia. è sempre stato presente e costituì per diverse generazioni un vero e proprio mito. La sua fama internazionale non è dovuta al caso, da semplice combattente divenne comandante per mare e per terra. Era dotato di trascinante carisma e di doti strategiche di alto valore. Retorica alla quale concorsero politici e letterari, tanto italiani quanto stranieri. Era l’eroe senza macchia e senza paura, pronto a sacrificare tutto per la patria, capace di conquistare e riunire una terra antica di secoli e di consegnarla al nuovo stato italiano. Uno dei più efficaci maestri delle tattiche di guerriglia della storia, responsabile di gran parte delle vittorie militari. Un’icona della cultura italiana in cui si integra da sempre.
Ogni epoca storica ha i propri eroi, che diffondono i valori del periodo nel quale vivono o hanno vissuto e rappresentano dei modelli da imitare. Figlio di un commerciante marittimo e di una casalinga, Domenico e Rosa, entrambi di origine ligure,“sapeva come guadagnarsi il favore delle masse italiane, attraverso messaggi di patriottismo e fratellanza”, nessuno meglio di lui ha insegnato i valori e il significato del patriottismo come mezzo per raggiungere la libertà, e non per dominare i piccoli.
Il suo impegno patriottico per la causa liberale è riconosciuto internazionalmente. Perfettamente i valori del suo tempo.
Nel settembre del 1835 è arrivato in Brasile, a Rio de Janeiro, ed è rimasto per ben 12 anni in Sud America. Ha trovato e frequentato seguaci degli ideali rivoluzionari e patriottici e ha partecipato delle nostre vicende politiche come capitano volontario.
Pensando al Generale, ci rendiamo conto che potrebbe trattarsi di un uomo comune, con una vita avventurosa e movimentata come tanti altri, però si tratta di una persona con senso civico profondamente sentito, che lo ha spinto al sacrificio per il bene collettivo, rinunciando ai suoi egoistici interessi.
Oltre a essere un militare, era anche un uomo politico. Non è mai stato un teorico e non ha mai avuto una particolare fiducia nei sistemi parlamentari. Ma nonostante l’essere o non essere un politico o un intellettuale, povero o ricco, va rilevato che, ai giorni nostri, le figure eroiche sono ancora ben presenti, ma forse poco valorizzate. Abbiamo invece bisogno di esempi, di figure positive di riferimento, per crescere nel bene, vivere in pace, amarci e rispettarci.
Le foto.
Nella foto 2 (sopra), un momento della cerimonia davanti alla statua di Giuseppe Garibaldi per il 4 luglio, anniversario della sua nascita.
Nella foto 3, qui a lato: dopo la posa delle corone alla targa di Anita al cimitero da parte del Comune di Nizza, rappresentato dal consigliere Laurence Navalesi, e dall’Associazione Nazionale Giuseppe Garibaldi, rappresentata dal Presidente e discendente diretto Francesco Garibaldi-Hibbert.
