Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran: Teheran minaccia una risposta più dura
Si riaccende la tensione in Medio Oriente dopo i nuovi attacchi lanciati dagli Stati Uniti contro obiettivi nel sud dell’Iran. Secondo quanto riferito dal Comando Centrale americano, le operazioni hanno colpito siti missilistici e imbarcazioni iraniane sospettate di voler posizionare mine nelle acque strategiche del Golfo Persico. Washington sostiene di aver agito “per autodifesa” e per proteggere le proprie truppe nella regione.
La reazione di Teheran non si è fatta attendere. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai, ha avvertito che qualsiasi nuova aggressione riceverà una risposta “molto più severa”, destinata a estendersi oltre i confini regionali. Le autorità iraniane accusano gli Stati Uniti di aggravare ulteriormente una crisi già esplosiva, mentre i negoziati diplomatici sembrano sempre più fragili.
Al centro delle preoccupazioni internazionali resta lo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il traffico mondiale di petrolio e gas. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che lo stretto “deve restare aperto, in un modo o nell’altro”, lasciando intendere che Washington non accetterà eventuali blocchi o minacce alla navigazione commerciale.
Nelle ultime settimane la situazione tra Stati Uniti e Iran è precipitata più volte, con accuse reciproche di violazioni della tregua, attacchi contro navi militari e raid mirati nel Golfo. Secondo media iraniani, Teheran avrebbe anche risposto con droni e missili contro unità navali americane presenti nell’area.
Nonostante alcuni tentativi diplomatici mediati da paesi del Golfo e dal Pakistan, un accordo appare ancora lontano. Washington insiste sulla necessità di limitare le capacità militari iraniane, mentre Teheran continua a denunciare quella che definisce una strategia di pressione e destabilizzazione da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati.
foto ADN Kronos
